Visualizzazione post con etichetta radio tv. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta radio tv. Mostra tutti i post

sabato 10 novembre 2012

MUSICA INSIEME – una serie di trasmissioni dedicate al jazz




Prima di giungere agli shorts di Carosello il “tandem” Renata Mauro-Lelio Luttazzi ha già avuto in non poche occasioni il modo di imporsi, proprio come coppia, all’attenzione del pubblico dei telespettatori. Uno di quei casi, insomma, di fortunati gemellaggi artistici che sono del resto abbastanza frequenti nel mondo dello spettacolo e che avvengono talvolta fortuitamente per “simbiosi spontanea” (com’è il caso Tognazzi-Vianello, Franchi-Ingrassia, eccetera), talaltra per “affinità”, come ci sembra sia il caso Mauro-Luttazzi. Una coppia la cui unione è basata, prima di tutto, su un comune denominatore musicale e su una “verve” personalissima, che risale poi ad una sensibilità teatrale e ad una vocazione per il palcoscenico della Mauro (che, ha recitato anche con Gassman) e per il cinema di Luttazzi (il quale fin dai tempi de l’avventura di Antonioni non ha mai nascosto l’ambizione di poter diventare una specie di “David Niven italiano”).
Al tandem Mauro-Luttazzi è affidato ora il compito di presentare questo Musica insieme, un programma musicale tipicamente congeniale al loro temperamento, (una rubrica quasi confidenziale, che ha uno spiccato carattere di divertimento in famiglia) nel corso del quale vengono, di volta in volta presentati brani di livello non propriamente commerciale (o “gastronomico”, come è stato recentemente definito il “consumo” di musica leggera). E ciò è sottolineato, oltre che dalla stessa ambientazione scenografica, particolarmente semplice e funzionale (niente sketches, niente quadri sofisticati con le soubrettes che scendono le scale), anche dalla musica senza bizantismi: anziché indulgere alle mode, si rifugia nel sicuro e gradevole porto del jazz.
i. m.
("Radiocorriere TV")



di: Enrico Vaime
con: Mario Pezzotta, il sestetto Basso-Valdambrini
presentano: Lelio Luttazzi, Renata Mauro
Regia: Lyda C. Ripandelli


 3 luglio - Lilian Terry, Arturo Testa, Rita Reyes

10 luglio – Stephane Grappelli, Gino Corcelli

17 luglio – Rita Reyes, Gorni Kramer, Carmen Villani

24 luglio – Thelonius Monk, John Foster, Vittorio Paltrinieri, Carol Danell

31 luglio – Bruno Martino, Gloria Christian, Trio Pin Jacobs, Franco Cerri

7 agosto – Lilian Terry, Henry Wright, Nicola Arigliano, Annie Ross, Svend Asmussen




Farmer's Market
(farmer)

giovedì 1 novembre 2012

JOHNNY 7




[...] Ragazzi e ragazze, addobbati in modo eccentrico e vistoso; le ragazze soprattutto: pantaloni aderenti, neri anche d'estate, magliette o camicette attillate come fasce; volti su cui si alternano risa rumorose ed espressioni imbronciate, corrucciate: allegria e noia.   Sono i prototipi di certa gioventù d'oggi per la quale quello che gli americani chiamano date, cioè l'appuntamento galante, è il fattore dominante dell'esistenza.   In mezzo a loro, Gigliola Cinquetti.   Un "pesce fuor d'acqua" è chiaro.   Osserviamola un attimo: i lunghi capelli tirati all'indietro e raccolti a coda di cavallo, come s'usava un pò d'anni fa; il volto senza ombra di trucco, leggermente arrossato d'un rosso naturale, il segno più evidente della timidezza; un abitino apparentemente modesto, d'un colore verde pisello, la stessa tinta e lo stesso taglio, se la memoria non c'inganna, di quello che indossò in occasione del Festival di Sanremo.   Canta Gigliola Cinquetti, con la sua solita aria spaurita, da bimba addolorata.   Questa volta le parole suonano così: "Tutte le ragazze mettono il rossetto: tutte meno una...".
È una scena di Johnny 7, seconda edizione.
[...] la giovanissima cantante veronese debutta alla TV in un varietà musicale a puntate.   Per otto settimane si presenterà al pubblico, in una trasmissione di punta; presenterà tutt'una serie di nuove canzoni, anche se sempre ispirate alla sua giovane età, al richiamo dell'amore cui, per via appunto dell'età, è bene far orecchio da mercante, al suo delicato candore e via di seguito.   Alla fine, comunque, si potrà dare un giudizio più sicuro su di lei.   Benché, fin da ora, ci siano tutti gli elementi per classificare quest'esile fanciulla fra le stelle di maggior grandezza del mondo della musica leggera. [...]
In Johnny 7, Gigliola, oltre che cantare, pronuncerà qualche battuta; con un pò di buona volontà si può dire che reciterà: un timido avvio verso un allargamento della sua base professioanle.   Ogni sua canzone sarà sceneggiata; sempre, inoltre, ci si propone di mettere in evidenza il contrasto fra questa candida fanciulla e certa gioventù d'oggi, [...]
Giuseppe Lugato
("Radiocorriere TV" [28 giugno-4 luglio])




La trasmissione una delle più briose di Dorelli, è un significativo esempio di varietà dei primi anni della televisione italiana, in cui la preregistrazione è utilizzata per offrire un programma ben strutturato e stilisticamente accurato che non necessita di supporti esterni.   Il lavoro di preparazione traspare nella cura dei testi di scenette e monologhi, nella ricchezza di idee e trovate, nei "raccordi"puliti e meditati tra una scena e l'altra.   Balletti su scenografie imponenti, brillanti monologhi del mattatore Dorelli, sketch di ambientazione teatrale sono i classici ingredienti dello show.   I dialoghi attingono soggetti e idee prevalentemente dal mondo televisivo, mentre lo stile della scrittura ricorda l'arguzia della commedia.

("Enciclopedia della televisione" a cura di Aldo Grasso - Garzanti editore 1996)





varietà musicale: dal 2 luglio (secondo programma)
di: Guido Castaldo, Maurizio Jurgens, Francesco Luzi e Eros Macchi
con: Annabella Cerliani , Anna Maestri e Armando Bandini
conduzione: Johnny Dorelli, Paola Pitagora e Gigliola Cinquetti
orchestra:
Pino Calvi
coreografie: Gino Landi
scene: Giorgio Aragno
costumi: Folco
Regia: Eros Macchi



(2 luglio)
ospiti: Mina, Lando Buzzanca, Paolo Panelli, Rosanna Schiaffino

(9 luglio)
ospiti: Domenico Modugno, Liana Orfei, Erminio Macario, Lia Zoppelli
(16 luglio)
ospiti: Peppino di Capri, Gianna Maria Canale, Tino Scotti,

(23 luglio)
ospiti: Quartetto Cetra, Sylva Koscina, Nino Taranto

(30 luglio)
ospiti: Ornella Vanoni, Giovanna Ralli, Carlo Dapporto

(6 agosto)
ospiti: Betty Curtis, Lauretta Masiero, Eleonora Rossi Drago, Bice Valori, Tony Ucci

(13 agosto)
ospiti: Giuseppe Di Stefano, Antonella Lualdi, Aroldo Tieri

(20 agosto)
ospiti: Renato Rascel, Silvana Pampanini

giovedì 27 settembre 2012

Cantagiro - Lo spettacolo migliore

 
Gino Paoli, Lucio Dalla

Lo spettacolo migliore del Cantagiro non è quello che la televisione riprende dai teatri, ma quello, pittoresco, movimentato e imprevedibile offerto dalla carovana lungo la strada.   Se la televisione fosse piu' sensibile alla cronaca dovrebbe collegarsi, in ripresa diretta, lungo le strade o agli arrivi di tappa, come fa col Giro d'Italia, per mostrare al pubblico gli aspetti piu' palpitanti e tipici di questa gara.   È un fascino sottile, quello del Cantagiro: un misto di competizione sportiva, di divismo, di sagra propiziatoria dei 45 giri estivi.   Qualcuno, come Gino Paoli, parla di "mal di Cantagiro".   "Lo scorso anno", dice, "giurai che non sarei piu' tornato.   Al termine avevo i nervi a pezzi.   È troppo faticoso, troppo duro, pensavo.   Invece eccomi qui di nuovo, nonostante il caldo e le tappe non certo riposanti".
Il Cantagiro che non si vede in TV comincia la mattina molto presto.   Alle sette i cantanti sono già rasati, le donne pettinate alla meglio; alle sette e mezzo colazione in camera d'albergo; alle otto, di solito, si è già per strada e non c'è piu' tregua fino alle cinque del pomeriggio.   Una macchina della polizia stradale con l'antenna radio e il fanale azzurro sul tetto apre la carovana.   È la prima auto del Cantagiro che dopo ore di attesa sotto il sole, viene avvistata dai "fans" della canzone sparsi ai bordi delle strade.   Per emozione o per errore, capita a volte che qualcuno si precipiti a chiedere un autografo persino ai suoi occupanti, gli ignari militi della stradale.   In coda viaggiano i motociclisti, freschi e riposati nonostante i caschi, gli stivaloni di cuoio, la divisa grigioverde. [...]
Nessuno potrà dire che il Cantagiro sia una manifestazione di tutto riposo.   Macina centinaia di chilometri al giorno, con una media che resta sui cinquanta orari, anche nelle stradette di campagna.   Prima di concludersi nello "Studio A" di Fiuggi, sabato 11 luglio, avrà percorso un totale di 3042 chilometri, con tappe spesso massacranti (la piu' lunga è la Venezia-Comerio, di 365 chilometri; la piu' corta, la Pescara-Fermo, di 86); avrà toccato quindici regioni, millenovecento centri abitati; avrà consumato oltre sessantamila litri di benzina, dato sedici spettacoli nelle piazze o negli stadi di fronte a un pubblico che oscilla ai cinquemila ai venticinquemila spettatori; conosciuto una folla, lungo le strade, valutabile in quattro milioni di persone. [...]

Rodolfo d'Intino
("TV Sorrisi e Canzoni" - 5 luglio 1964)



domenica 23 settembre 2012

Cantagiro - Un "Uovo fresco" mette in crisi l'organizzazione

 


Può un uovo mettere in crisi un'organizzazione?   Non dovrebbe, evidentemente.   Eppure è accaduto al Cantagiro: un semplice, fragile ovetto fresco ha gettato lo scompiglio nello "staff" dell'organizzatore Ezio Radaelli, ha creato un clima di suspense da film giallo-comico.   L'episodio, che ha un andamento un pò assurdo, da commedia paradossale alla Ionesco, si è svolto così.   La sigla del Cantagiro, quest'anno, è chiaramente pubblicitaria; si intitola L'uovo fresco e tesse, a tempo di surf, le lodi del tuorlo e della chiara.   Quando i funzionari della TV lo sentono ad Ancona, il pomeriggio prima della partenza, dicono subito che quella canzone può andare benissimo per un "carosello", ma non per il loro collegamento.   La TV non si presterà mai ad una così scoperta e gratuita pubblicità.
Gli organizzatori del Cantagiro spiegano allora che non si tratta di un comunicato commerciale, ma di una citazione cha ha tutti i crismi dell'ufficialità, essendo voluta personalmente dal ministro dell'Agricoltura, Ferrari Aggradi, appunto per potenziare in Italia il consumo dell'uovo.   Una sigla anticongiunturale, quindi.
Un funzionario modello, in questi casi, non prende iniziative personali: ed è quello che puntualmente è stato fatto.   Per non avere grane, il responsabile della TV ad Ancona telefona alla Direzione generale per sentire l'opinione di Ettore Bernabei.   L'uovo rimbalza così da Ancona sui tavoli di via del Babuino, riportando le prime ammaccature.   Il direttore generale dell'ente televisivo non è al corrente dei fatti: condiziona la messa in onda dell'uovo  al parere favorevole dello stesso ministro.   Mentre ad Ancona si attende la grande decisione, Bernabei telefona alla segreteria dell'onorevole Aggradi.   È il tardo pomeriggio di venerdi 26 giugno; risponde una segretaria dalla voce emozionata: "Sua eccellenza non è in ufficio", dice, "il governo è caduto da cinque minuti".   Si giunge così all'ora della trasmissione, senza che a Roma abbiano risolto il problema dell'uovo.   Ora il regista dovrà decidere.
Mentre le luci rosse delle telecamere stanno per iniziare la loro vorticosa danza al ritmo di "un, due, tre", il regista Stefano Canzio annuncia agli organizzatori del Cantagiro che la sigla dell'uovo sarà registrata (tanto a tagliarla, in caso di ripensamenti o di veti, c'è sempre tempo).   Il vantaggio delle trasmissioni differite ha così una nuova conferma. [...]

Rodolfo d'Intino
("Sorrisi e Canzoni TV" - 5 luglio 1964)

 

domenica 8 luglio 2012

finale di "UN DISCO PER L'ESTATE" (Saint Vincent - 20 giugno) ore 22,30

 


La graduatoria di questo concorso, che ha visto in lizza quarantadue canzoni estive, è stata determinata attraverso le 247 mila cartoline-voto indirizzate dai radioascoltatori e dai... discografici all'ormai popolarissima "Casella postale 400 - Torino". La "battaglia delle cartoline" ha dato luogo per la verità a una classifica che non concordava con le previsioni dei critici e dei discografici, i quali alla vigilia indicavano "favoritissimi" John Foster (Amore scusami) e Nico Fidenco (Con te sulla spiaggia) pur non sottovalutando le possibilità commerciali di Sei diventata nera (Marcellos Ferial), Solo due righe (Peppino di Capri), Poco sole (Ornella Vanoni) e Sei come una lucertola (Jo Fedeli).
Il verdetto delle cartoline ha  assegnato la vittoria ai Marcellos Ferial ed ha relegato a metà classifica Foster, Fidenco e altri bigs, i quali contano di riscattare la sconfitta in ottobre quando verranno premiate le canzoni in base alla graduatoria dei dischi più venduti durante la stagione estiva, che si esaurirà il 30 settembre. Tuttavia non è difficile prevedere che neppure quest'ultima graduatoria potrà trovare tutti sportivamente soddisfatti in quanto le cifre di vendita per svariate ragioni non corrispondono mai al reale assorbimento del mercato discografico.
La classifica [...] ha provocato malumore tra i divi per il fatto che è stata un pò falsata da quel massiccio quantitativo di cartoline-voto compilate dagli industriali delle "sette note" nell'intento di assicurare la promozione agli interpreti che a loro stavano maggiormente a cuore. Per ottenere ciò, le case discografiche, che per regolamento dovevano votare per quattordici cantanti, indicavano il nome del big da sostenere e disperdevano gli altri voti assegnandoli alle "voci" meno pericolose in modo da non avvantaggiare i rivali del loro favorito. Soltanto in questo modo si può giustificare la comparsa in finale di alcuni cantanti che una obiettiva valutazione dovrebbe relegare in coda alla classifica. [...]
Ernesto Baldo
"Vien giù dalla montagna il motivo che canteremo al mare" - Tv Sorrisi e Canzoni, 28 giugno)



FINALE ore 22,30 (fine serata)
presentano: Nunzio Filogamo, Ubaldo Lay, Marisa Borroni

  1. Los Marcellos Ferial - Sei diventata nera
  2. Elio Cipri - Spara Morales
  3. Mario Abbate - Stanotte nun durmi'
  4. Jo Fedeli - Sei come una lucertola
  5. Betty Curtis - La casa più bella del mondo
  6. Bruno Filippini - Non ho il coraggio
  7. Ornella Vanoni - Poco sole
  8. John Foster - Amore scusami
  9. Nico Fidenco - Con te sulla spiaggia
  10. Tony Dallara - Quando siamo in compagnia
  11. Gian Costello - Week-end in Portofino
  12. Fred Bongusto - Mare non cantare
  13. Peppino di Capri - Solo due righe
  14. Lilly Bonato - L'ho conosciuto al mare



sabato 7 luglio 2012

UN DISCO PER L'ESTATE (Saint Vincent - 20 giugno) ore 21,00





[...]
Sotto il nome d'arte di Katia si cela Katia Gabellini, la sorella minore dell'attrice Scilla Gabel. Ha diciannove anni, una bellezza più quieta e sottile di quella della celebre sorella, un carattere pigro ed una vocetta aspra ed aggraziata. [...]
Tra le giovani cantanti "pin-up" del concorso "Un disco per l'estate" c'è un nome già noto come presentatrice: quello di Paola Penni, la versatile valletta di Mike Bongiorno alla "Fiera dei sogni", [...]
Vent'anni alta e bruna, con grandi occhi dolci e giovani, Daniela Casa - pur non avendo la popolarità di Paola Penni - è già nota ai più attenti telespettatori. Era infatti una delle concorrenti per il Lazio a "Gran Premio", il torneo per regioni abbinato alla Lotteria di Capodanno. [...]
Laura Casati, o più semplicemente "Lalla", come la chiamano amici e parenti, è nata a Pavia, [...] occhi azzurri, capelli biondi, Laura cominciò a cantare nel coro della Chiesa, quindi intraprese regolari studi di musica.   È apparsa anche in televisione, a "Carnet di musica" ed alla "Fiera dei sogni" [...]
Tra le aspiranti al successo, infine c'è Noris De Stefani, una ragazza bruna di ventitre anni, con una solida preparazione musicale alle spalle.   Noris che è nata a Pesaro, ha infatti studiato musica in Conservatorio.   Ha già compiuto numerose tournée all'estero (è stata persino vedette al Casinò dell'Estorli, a Lisbona, dove ha ricevuto i complimenti dell'ex re Umberto di Savoia); [...] 

Rodolfo d'Intino
("Un'ondata di canzoni per l'italiano in vacanza" - Tv Sorrisi e Canzoni, 24 maggio)



TERZA SERATA ore 21,00 (prima serata)
presentano: Pippo Baudo, Brunella Tocci,

  1. Noris De Stefani - Tu mi ascolti come un disco (beretta-negri)
  2. Franco Talò - Il rimorso (talò)
  3. Riccardo Del Turco - Dimmi se vuoi (del turco-enriquez)
  4. Daniela Casa - Beati voi (luberti)
  5. Henry Wright - Dammi la tua mano (specchia-intra)
  6. Laura Casati - Che sciocco che sei! (medini-mellier)
  7. Fausto Mola - Ritorna amore (seracino-zavallone)
  8. Katia - Il momento di giocare col mare (di marcantonio-tallino)
  9. Enrico Pianori - Ombre della mia stanza (mantovani-pianori)
  10. Carla Boni - Piccola spiaggia (de lorenzo-cappelletti-buffoli)
  11. Don Powell - Com'è grande questa casa (mogol-pattaccini)
  12. Tony Rossi - Non andartene (medini-mellier)
  13. Paola Penni - Solamente un'amicizia (gerbino-de carli)
  14. Robertino - Un paio di giorni (mogol-testa-massara)

 

UN DISCO PER L'ESTATE (Saint Vincent - 19 giugno)



[...]
Elsa Quarta ha un curioso destino: popolarissima all'estero, in Italia non ha ancora un suo pubblico.   In America è stata ospite dell'"Ed Sullivan Show", la trasmissione dove si è esibita la scorsa settimana Rita Pavone; in Venezuela, Australia, Germania e Olanda i suoi dischi hanno una larga diffusione.   In Italia, il pubblico pomeridiano della TV la conosce soprattutto per le sue frequenti apparizioni in "Carnet di musica" [...]
Carla Corti è una ventenne emiliana che da un paio d'anni canta in città e paesi con il complesso di Imer Pattacini (uno dei "grandi" della musica dell'Emilia Romagna).[...]

Rodolfo d'Intino
("Un'ondata di canzoni per l'italiano in vacanza" - Tv Sorrisi e Canzoni, 24 maggio)




SECONDA SERATA
presentano: Renato Tagliani, Marisa Borroni

  1. John Foster - Amore scusami (pallavicini-mescoli)
  2. Lilly Bonato - L'ho conosciuto al mare (specchia-fallabrino)
  3. Tony Dallara - Quando siamo in compagnia (pallavicini-dallara-leoni)
  4. Mario Abbate - Stanotte nun durmì (zanfagna-zauli)
  5. Nilla Pizzi - Abbronziamoci insieme (catalano-sforzi-jannuzzi)
  6. Beppe Cardile - Ho un grande desiderio (cardile-romano)
  7. Tony Del Monaco - Il re del ring (iacardi-guarnieri)
  8. Marisa Terzi - Cosa farei per te (nisa-rossi)
  9. Elio Cipri - Spara Morales (pace-panzeri-colonnello)
  10. Elsa Quarta - Prego (non piangere) (bergamini-longo)
  11. Bruno Lauzi - Viva la libertà (lauzi)
  12. Gian Costello - Week-end in Portofino (chiosso-de filippi)
  13. Peppino di Capri - Solo due righe (cenci-faiella)
  14. Ornella Vanoni - Poco sole (mogol-pattaccini)

UN DISCO PER L'ESTATE (Saint Vincent - 18 giugno)


[...] Accanto ai nomi già noti, ci sono gli aspiranti alla celebrità, quelli che con la trasmissione "Un disco per l'estate" cercano un primo trampolino di lancio: Tony Rossi, Carla Corti, Daniela Casa, Elio Cipri, Bruno Lauzi, Beppe Cardile, Franco Talò, Elsa Quarta, Jo Fedeli, Riccardo Del Turco, Franco de Bellis, Fausto Mola, Katia, Jane de Clarc, Paola Penni, Noris De Stefani, Marisa Terzi, Laura Casati.   Riuscirà qualcuno di questi "outsiders" a tagliare vittoriosamente il traguardo?   Ci sarà la rivelazione tipo Michele in questo schieramento da "girone B"? [...]

Rodolfo d'Intino
("Un'ondata di canzoni per l'italiano in vacanza" - Tv Sorrisi e Canzoni, 24 maggio)



PRIMA SERATA
presentano: Enzo Tortora, Brunella Tocci

  1. Franco de Bellis - È perchè ti amo (de bellis)
  2. Bruno Filippini - Non ho il coraggio (pallavicini-malgoni)
  3. Jane de Clerc - Per chi? (sorrentino)
  4. Ennio Sangiusto - Non è finita (melidon-brin)
  5. Milva - Quando parto per il mare (mogol-donida)
  6. Remo Germani - Non piangere per me (pallavicini-leoni)
  7. Carla Corti - Non c'è stato niente (traverso-testoni)
  8. Jo Fedeli - Sei come una lucertola (pallesi-de carli)
  9. Pino Donaggio - Quando è sera (testa-donaggio)
  10. Carmen Villani - Imparerò a nuotare (pallavicini-sforzi)
  11. Fred Bongusto - Mare non cantare (pallavicini-kramer)
  12. los Marcellos Ferial - Sei diventata nera (cassano-romano-minerbi)
  13. Betty Curtis - La casa piu' bella del mondo (lumini)
  14. Nico Fidenco - Con te sulla spiaggia (mogol-fidenco)

La canzone Quando parto per il mare cantata da Milva, per la defezione di questa, viene proposta da Vanna Scotti "scritturata assieme a Gino Corcelli per il ruolo di riserva tuttofare" (Ernesto Baldo)


mercoledì 25 aprile 2012

I MISERABILI (riduzione televisiva in dieci puntate)



con: Gastone Moschin, Giulia Lazzarini, Elsa Albani, Aldo Silvani, Cesarina Gheraldi, Antonio Battistella, Tino Carraro, Mila Vannuci, Mico Cundari, Roldano Lupi, Francesca Siciliani, Orazio, Orlando, Roberto Bisacco, Enrico Glori, Mario Colli, Elvira Cortese, Maria Fabbri, Laura Gianoli, Enzo Garinei, Adolfo Geri, Loretta Goggi, Romolo Costa, Achille Millo, Stefano Varriale, Edoardo Nevola, Angela Cardile, Dina Sassoli.
Regia: Sandro Bolchi

sceneggiato: dal 5 aprile (programma nazionale)
soggetto: tratto dal romanzo di Victor Hugo
sceneggiatura: Dante Guardamagna
scenografia: Maurizio Mammì
costumi: Maurizio Monteverde
produzione: RAI



La misura del "romanzo sceneggiato", questo genere televisivo che deve la sua eccezionale popolarità al fatto di sgranarsi nelle settimane e nei mesi convogliando nel suo incedere un pò limaccioso le "scorie vitali" di milioni di "singoli" spettatori, e insomma svolgendo i suoi materiali drammatici in una tensione di continuo alimentata dalla nostalgia e dall'attesa, è parsa singolarmente idonea per una trascrizione spettacolare dei Miserabili.   Trascrizione che supera largamente in ampiezza ogni precedente tentativo del genere: 11 ore e 20 minuti di spettacolo, 10 puntate, quattro mesi e otto giorni di lavorazione effettiva in studio.
La sceneggiatura televisiva di Dante Guardamagna, nel complesso, si attiene con molto scrupolo al romanzo di Victor Hugo, ne asseconda il respiro forte e solenne, non ne rifiuta qualche indugio riflessivo e, dove l'avventura serra il suo ritmo, la trafelata concitazione.   D'altro canto gli interventi più sensibili sul testo - e sono rarissimi -  non hanno mai carattere d'espediente o di rammendo, ma rispondono a un disegno ben preciso, che la regia di Sandro Bolchi attuerà con estremo rigore rappresentativo.
Una recitazione disadorna e spoglia, il rifiuto del commento musicale testimoniano, ad esempio, della deliberata rinuncia alle tentazioni melodrammatiche di un racconto fin troppo spesso e grondante, e della coerenza con cui è stata perseguita a tutti i livelli d'elaborazione del materiale.
[...]
Vittorio Sermonti
(Radiocorriere Tv - 8-11 aprile)

 
 

giovedì 22 marzo 2012

STASERA CANZONI



[...] Si è visto che la figura del cantante presentatore ha conquistato ormai le simpatie del pubblico.   C'erano stati casi di grandi vedettes internazionali come Perry Como e Caterina Valente.   Un altro esperimento l'aveva fatto Teddy Reno, che anzi ha cominciato proprio alla televisione la sua attività di "scopritore di talenti".   E poi il sistema s'è quasi generalizzato: Johnny 7 aveva Johnny Dorelli come cnatante-presentatore, Canzoniere minimo aveva Giorgio Gaber, il cantatutto aveva addirittura un terzetto di "padroni di casa" formato da Milva, Claudio Villa e Nicola Arigliano.
Al pubblico, tutto questo è piaciuto.   Per Stasera canzoni si è pensato allora di affidare ai cantanti (che cambieranno ogni volta) il compito delle presentazioni, diciamo così, reciproche.   Per esempio, il cantante A annuncia la canzone del cantante B.   A sua volta, il cantante B annuncia la canzone del cantante A.   Successivamente A e B presentano il cantante C.   Quest'ultimo fa gli annunci delle canzoni degli altri due, e così di seguito, fino all'introduzione dell'ospite. [...]

s.g.b.
(Radiocorriere TV - 29 marzo-4 aprile)



programma di musica leggera: dal 3 aprile (secondo programma)
testi: Ada Vinti
orchestra: Giampiero Boneschi
Regia: Lino Procacci



  1. (3 aprile)
    con: Betty Curtis, Johnny Dorelli, Gianni Meccia
    ospite: Marie Laforet
    -
  2. (10 aprile)
    con: Bruno Lauzi, Ernesto Bonino, Bruno Martino, Diana Della Rosa
    ospite: Trini Lopez
    -
  3. (17 aprile)
    con: Jula De Palma, John Foster, i Flippers, Franco Nico
    ospite: Fraternity Brothers
    -
  4. (24 aprile)
    con: Edoardo Vianello, Wilma De Angelis, Donatella Moretti, Federico Monti Arduini, Luciano Rondinella

domenica 18 marzo 2012

La lotta di liberazione vent'anni dopo



Vent'anni durò il fascismo e pareva un'età interminabile, di una lentezza mortale: da vent'anni viviamo in regime di democrazia e il tempo ci è sembrato un baleno.   Perchè questo?   È facile dirlo: perchè la libertà, il progresso camminano rapidi, suscitano impulsi vitali, e il tempo della dittatura (ogni storia lo sa) è stagnante.   E tuttavia proprio questa bruciante rapidità dell'ultimo ventennio ha raccorciato le distanze, non ci ha permesso di dimenticare. [...]
Noi viviamo un periodo nuovo della nostra storia e questo periodo comincia allora, comincia, dobbiamo così definirlo, dallo zero del settembre '43, allorchè tutto il passato recentissimo e più remoto crollò nel buio di un abisso, tutti gl'istituti andarono in crisi (addirittura in dissoluzione) e il popolo rinato con una nuova coscienza, riscattato dal suo dolore, prese in pugno da solo il proprio destino, come scrisse con profonda verità epigrafica Luigi Salvatorelli nella nuova conclusione del suo classico libro "Pensiero e azione del Risorgimento".   Si possono considerare gli eventi del '43-'45 da opposti angoli visuali, ma è difficile non concordare nel riconoscimento che in quei due anni maturò la nuova storia d'Italia. [...] 





IL CINEMA E LA RESISTENZA IN EUROPA
(cinque film sulla resistenza)

  • martedi, 31 marzo
    -
    Paisà  (Roberto Rossellini)
  • martedi, 7 aprile
    -
    Il generale Della Rovere (Roberto Rossellini)
  • martedi, 14 aprile
    -
    Operazione Apfelkern (René Clement)
  • martedi, 21 aprile
    -
    Giulietta, Romeo e le tenebre (Jiri Weiss)
  • martedi, 28 aprile
    -
    I dannati di Varsavia (Andreij Wajda)
 

venerdì 16 marzo 2012

RADIOCORRIERE TV (aprile)


Dedichiamo la nostra copertina di questa settimana a due personalità di spicco nel mondo dell'arte: Edoardo De Filippo e Gregorio Sciltian. L'attore è stato ritratto, con felicissima ispirazione, dal pittore.


Giulia Lazzarini, Gastone Moschin e Roberto Bisacco, rispettivamente nelle parti di Jean Valjean, Fantina e Mario, sono fra gli interpreti principali de I miserabili, il nuovo romanzo sceneggiato in onda da questa settimana alla TV.


Dopo la vittoria al Gran Premio dell'Eurovisione, Gigliola Cinquetti è diventata un "personaggio" della musica leggera: si moltiplicano per lei gli impegni, le "tournées", le richieste dall'Italia e dall'estero.


Yves Montand, il popolare attore e cantante francese, è tra gli interpreti dei "Canti della Resistenza europea", in onda questa settimana alla radio sul Programma Nazionale. La trasmissione rientra nel quadro delle celebrazioni per il Ventennale della Resistenza.


Entrata nel mondo dello spettacolo come attrice - era la protagonista di un film che si fece notare qualche anno fa a Venezia, "La ragazza dagli occhi d'oro" - Marie Laforet ha tentato recentemente, e con successo, la strada della canzone: due suoi dischi sono entrati anche in Italia nelle classifiche dei "best seller".

mercoledì 14 marzo 2012

Concorso a premi "Un disco per l'estate"

La RAI-Radiotelevisione Italiana indice un concorso a premi per i radioascoltatori denominato "Un disco per l'estate" abbinato ad un ciclo di trasmissioni dallo stesso titolo, che si svolgerà secondo le norme del seguente

REGOLAMENTO


Le trasmissioni più gradite al pubblico (gennaio-febbraio)

domenica 12 febbraio 2012

Jazz in Europa (2 marzo - secondo programma, ore 22,30)








Alexis Korner and his Blues Incorporated Orchestra

testi: S.G. Biamonte, R. d'Intino
presenta: Nicoletta Orsomando
regia: Walter Mastrangelo











Questa settimana in Jazz in Europa sarà di scena un gruppetto di musicisti inglesi guidati dal chitarrista Alexis Korner, noto agli appassionati anche come scrittore e studioso autorevole del folklore negro-americano.   A qualcuno potrà sembrare strano che "il fuoco" del jazz sia penetrato negli animi tradizionalmente compassati degli inglesi, ma è un fatto che questa musica è popolarissima in Inghilterra, come forse in nessun altro paese d'Europa.   C'è per esempio un certo tipo di jazz, chiamato "trad" (cioè un jazz tradizionale un pò meno serio e più spettacolare) che fa concorrenza alle canzoni.   I musicisti che lo suonano (Chris Barber, Kenny Ball, Acker Bilk, ecc) sono diventati famosi con le loro giacche a righe, i gilè a quadrettoni e le bombette.   Altro sottoprodotto del jazz molto popolare in Inghilterra è lo "skiffle", una musica fragorosa e pasticciona, suonata con vecchie pentole, imbuti, assi da bucato, bidoni per la spazzatura e altri strumenti "fatti in casa".
Ma c'è anche, si capisce, il jazz genuino, quello con tutte le carte in regola: il jazz dei Ted Heath, dei Johnny Dankworth, degli Humphrey Lyttleton, dei George Shearing, ecc.    E ci sono solisti come Tubby Hayes e Victor Feldman, che hanno una quotazione internazionale pari a quella di molte vedettes statunitensi.
Alexis Korner fa parte, appunto, della schiera dei musicisti inglesi più preparati.   Autore di scritti molto interessanti, è stato amico e allievo del celebre cantante di blues Big Bill Broonzy, ed è un chitarrista e mandolinista di valore.   Nella trasmissione di questa settimana, suonerà con i sassofonisti Hekstal Smith e Arthur Themen, il pianista John Parker, il contrabbassista Michael Scott e il batterista Phil Zeamen.   Sarà della partita anche il cantante americano Ronnie Jones.  
Il repertorio, che comprende temi inglesi e americani, verrà proposto dal complesso di Alexis Korner in uno stile ispirato più o meno liberamente a quello dei gruppi guidati dal Ray Charles prima maniera.

s.g. biamonte
(radiocorriere Tv - 1-7 marzo 1964)
______________________________________________


[...] sono uno studente universitario, appassionato di jazz da circa sei anni e ho fatto parte di quella schiera di fortunati mortali che il giorno tre marzo, hanno potuto godersi alla televisione l'esibizione del complesso di Alexis Korner, presentato come uno dei più seri jazzisti britannici.   Sorvolo sulle solite domande, solitamente stupide, che vennero rivolte al multi forme Alexis e che culminarono con la perla: "In Inghilterra piace il blues?".
È piuttosto sui musicisti che vorrei soffermarmi, Korner entrò vestito da buffone, credendo forse che gli spettatori non avrebbero capito ciò che era: i suoi compagni non erano da meno: il sassofonista, poverino, sembrava tanto un bambino caduto dal seggiolone col cucchiaino in bocca; il contrabbassista solitamente non si sentiva, in compenso però suonava anche male.   Il batterista era un caso a se stante: aveva litigato col suo tamburo ed era giusto perciò che si sfogasse a martellate.   Il cantante, di cui non ricordo il nome (imperdonabile dimenticanza!) ricordava molto Conway Twitty, con la differenza che aveva meno voce.   Lì per lì, sentendo questo complesso, mi venne il dubbio che ciò che stavo ascoltando fosse un jazz all'acqua di rose (amorevole eufemismo), dubbio però che venne fugato con l'esecuzione dell'ultimo pezzo: un chiaro originale, autentico rock and roll.   Lo sfarfallante Korner, stando a quanto disse la presentatrice, è stato allievo, niente meno, di Big Bill Broonzy: se le cose stanno così, bisognerà diminuire il valore del contributo che Big Bill diede al jazz.
Ora, mi chiedo come sia possibile mettere in onda una trasmissione simile.   Non si poteva trovare niente di meglio? [...] Non stupiamoci poi se il jazz conta pochi appassionati (parlo di quelli veri, non di quelli che affermano il loro valore per questa musica, perchè dire così fa molto "chic", anche se poi mi rispondono che Duke Ellington, ora non ricordano bene, forse suona la tromba, come purtroppo, mi sono sentito dire). [...]
Franco C. (torino)
 
 °°°°°°°°°°°°°°°°°°
La televisione, lo dico per scienza diretta, ha una terribile paura del jazz: ne è affascinata, lo teme, lo sopporta, vorrebbe propinarlo in dosi e forme edulcorate, mescolandolo anche a esibizioni di artisti quasi-pseudo-circa jazzistici e finisce talora, quando non si limita a semplici "filmati" di complessi, per presentarlo con imbarazzo, quasi scusandosi, a mezzo delle sue graziose annunciatrici, del disturbo che recherà ai non coimpetenti di jazz [..]

Testoni (direttore)
("Musica Jazz" - Lettere al direttore, luglio 1964)



venerdì 10 febbraio 2012

pubblicità - ENTE FIUGGI

Il gergo dei giovani (dalla rubrica radiofonica)

CASA NOSTRA : circolo dei genitori - Progr. Nazionale, domenica 9 febbraio, ore 11,25





Sul gergo dei giovani d'oggi sono stati scritti numerosi articoli. Sovente la gioventù si esprime con frasi incomprensibili per gli adulti, frasi in apparenza astruse, ma che, quando sono esaminate bene nei termini che le compongono, risultano la felice sintesi di un elaborato pensiero. Gli adulti spesso sono irritati da questo Gergo dei giovani, perché ritengono che i ragazzi, usando questo linguaggio scarno, disimparino la lingua e limitino le loro capacità di espressione. Si irritano soprattutto perché i loro genitori, gli adulti, si sentono esclusi da questa specie di setta iniziatica giovanile che parla una lingua “a chiave” che pone quindi i figli al riparo dalle osservazioni dei genitori stessi.
Non è una novità che i giovani abbiano un loro gergo. D’altra parte, è interessante esaminarlo, questo modo comune di esprimersi di gruppi di ragazzi e ragazze, perché presenta degli aspetti idonei ad illuminare la psicologia giovanile più di altri fenomeni che oggi pure vengono studiati.
Sull’argomento “il gergo dei giovani” abbiamo ascoltato giovani dai 15 ai 18 anni, studenti, impiegati e operai.
Il moderatore dell’incontro, prof. Dino Origlia, docente di Psicologia dell’età evolutiva e Pedagogia all’Università statale di Milano.

Prof. Origlia:
“Approvate che i giovani abbiano un loro gergo o ritenete che a volte esso presenti aspetti sgradevoli?”
Studentessa sedicenne:
“Io trovo che il gergo dei giovani non ha aspetti propriamente sgradevoli; però io non lo approvo, perché il più delle volte si limita ad esprimere frasi piuttosto piccanti che, in bocca a una ragazza, secondo me, non stanno bene.”
Studentessa liceo linguistico:
“Anche io ho sedici anni, ma la penso in modo diverso. Il gergo dei giovani è qualcosa davvero di individuale, di personale, e anche una ragazza può usarlo senza abbandonarsi necessariamente a frasi piccanti. Noi in classe siamo tutte ragazze e usiamo il gergo per non far capire agli altri quello di cui stiamo parlando.”
Studentessa diciassettenne:
“Capita che molti ragazzi usino il gergo non per snobismo come tutti credono, ma per una forma di timidezza. Una frase in apparenza cinica serve a nascondere la propria timidezza non solo agli occhi degli adulti, ma anche agli occhi degli altri giovani.”

Prof. Origlia:
“Potete darmi qualche esempio di gergo”.
Prima studentessa:
“Di una ragazza molto carina si dice che “è uno schianto”. Se una cosa va male, si dice che è “una frana”. “Frana” può essere il compito in classe andato male quanto un ragazzo carino che si vede la mattina sul tram. “Frana”, insomma, è tutto ciò che provoca uno sconvolgimento”.

Prof. Origlia:
“Frequentissimo infatti è l’uso di frasi iperboliche, tipo “Mi piace da morire”, “da matti”, “da infarto”, “al 150%”. Questo linguaggio che agli adulti sembra senza pudore, in fondo è un modo di nascondere i sentimenti con un gergo. Ci è stato detto poco fa, infatti, che il gergo nasconde un fondo di timidezza, di pudore dei sentimenti”.
Prof.ssa Angiola Colasanti:
Io ho fatto una piccola inchiesta fra le mie scolare, tutte dai 15 ai 18 anni, e mi risulta che il gergo è usato soprattutto verso i 15-16 anni.    A 18 anni lo si abbandona e viene giudicato un modo piuttosto infantile di esprimersi. Dall'inchiesta è risultato, per esempio, che in una classe di 30 ragazze soltanto 8 o 10 usano abitualmente un gergo; le altre lo usano di tanto in tanto. Ho notato con interesse che le mie scolare creano associazioni strane: formano frasi di gergo applicando alla vita reale nomi propri o aggettivi o nozioni imparate a scuola. In fondo, hanno bisogno di variare l'atmosfera un po' monotona della scuola proprio nell'ambito della scuola stessa, divertendosi in maniera scherzosa, modificando i significati di certe parole, facendo associazioni di vocaboli estrose e interessanti. Per esempio, per dire che uno è analfabeta, dicono “è un Carlo Magno”, perché hanno saputo che Carlo Magno non sapeva scrivere. Oppure, con immagine davvero felice, chiamano “Caronte” l'autobus dei pendolari, di quelli che ogni giorno vengono a lavorare in città. A volte, prendono in giro noi insegnanti, il nostro modo di esprimerci, gli atteggiamenti che assumiamo in classe; ma questo, in fondo, è un modo, sia pure ingenuo, di esprimere interesse per quello che noi diciamo. A me, come insegnante, non dispiace. Naturalmente, presenta degli aspetti negativi: l'uso del gergo può impoverire il linguaggio perché i giovani ricorrono sempre a moduli fissi, a frasi stereotipate; molti insegnanti di lettere sostengono che da qualche anno a questa parte i ragazzi nei componimenti in classe si esprimono con minore ricchezza di vocaboli e infiorano i temi di frasi fisse che, naturalmente impoveriscono il linguaggio. Questo è un lato della medaglia; però c'è anche il rovescio. Di positivo c'è il gusto dell'associazione a volte divertente, estrosa, quasi il gusto dell'irreale, la tendenza a trovare una situazione concreta servendosi di parole. Certo, se i ragazzi usano tutto il giorno il gergo, non sanno esprimersi altro che con il loro gergo, non sanno esprimere degli autentici sentimenti o dei concetti, c'è di che preoccuparsi; ma finché l'uso del gergo resta nei limiti di uno dei tanti aspetti della loro vita, è soltanto un “loro” modo di esprimersi, la cosa non deve preoccupare, anzi è interessante e positiva.”


Prof. Origlia:
“Cosa pensate di quei genitori che, per adeguarsi ai figli cercano di usare qualche voltra il loro gergo?”
Uno studente:
“Io penso che i genitori imitano i giovani per il desiderio di rimanere più vicini a loro. Ma è un avvicinamento solo esteriore.”
Una studentessa sedicenne:
“Sono ridicoli, ma anche un po' patetici. Soprattutto le persone che non vogliono arrendersi all'età cercano di mettersi sul piano dei figli."
Un ragazzo quindicenne:
“ A me pare che se i genitori delle volte usano il gergo dei giovani, fanno bene. Non fanno altro che adattarsi al nostro modo di parlare e forse così si sentono più giovani.”
Studentessa diciassettenne:
“In casa mia non è mai capitato, ma se dovesse succedere non riderei, anzi proverei un senso di tenerezza, penserei che un giorno dovrò diventar vecchia anch'io e forse mi comporterei nello stesso modo.”

conclusione del Prof. Origlia:
“Il gergo dei giovani è innocuo. Può essere forse un po' pericoloso sul piano intellettuale, se viene usato come unica lingua; ma altrimenti, va considerato nei giovani come elemento di estrosità, di immaginazione e di quel poco di esibizionismo che fa parte della natura umana.”

dalla rubrica radiofonica di Luciana Della Seta