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domenica 17 marzo 2013

Perchè impazziscono così? (EPOCA - 26 gennaio)



Grida, pianti, svenimenti, risate isteriche, poltrone fracassate, una platea di adolescenti trasformata in una specie di selvaggia assemblea dedita a primitivi e furibondi riti...    Qui siamo in Gran Bretagna, e a scatenare la follia collettiva sono i celebri Beatles, i quattro cantanti con i capelli a frangetta.   Ma scene analoghe si registrano ormai in tutto il mondo.   Cambia via via lo "stregone": oggi è un singolo cantante, domani è uno dei mille "complessini" che suonano, gridano e saltano, ma il risultato è sempre lo stesso, irrazionale, furente, incomprensibile.   Che cos'è che scatena questi giovanissimi, queste ragazzine che appaiono come prese da un tumultuoso e pauroso bisogno di annientarsi in una disperata adorazione?



A quali segreti sottofondi fa appello la musica o il canto, per "liberare" questa specie di pazzia di massa?   È un fenomeno che non riusciamo a comprendere , a al quale finora i sociologi, gli educatori e i medici hanno dato spiegazioni incomplete.   C'è qualche cosa che non conosciamo ancora, nei giovani d'oggi.   Qualche cosa di diverso dalla prontezza all'entusiasmo che tutte le generazoni hanno conosciuto in gioventù.   O forse questa prontezza si associa, nei ragazzi d'oggi, a confuse ma violente sensazioni di insoddisfazione, che musica e grida esaltano, facendole straripare oltre le barriere dell'autocontrollo?   Queste manifestazioni, che a noi appaiono come un pauroso salto all'indietro, verso l'età remota degli idoli, sono forse il segno di qualcosa di nuovo nell'animo dei giovani, detto però in un linguaggio che non sappiamo ancora interpretare.



Anche queste immagini sono state scattate a un concerto dei Beatles, all'insaputa degli spettatori.   Ma essi, ormai non badano a chi li osserva.   Sui loro volti, nelle loro espressioni senza più controllo, si manifesta l'irrazionale e preoccupante potere di quella musica e di quelle grida.   I loro atteggiamenti esprimono contemporaneamente gioia, ansietà, sofferenza e disperazione.   Non sono più "spettatori": sono vittime, del tutto incapaci di giudicare, ed anzi freneticamente liete di subire, di obbedire agli ordini - per noi indecifrabili -  contenuti nei rumori e nelle voci che vengono dal palcoscenico.


Sono bravi ragazzi e brave ragazze, hanno il volto e l'età dei nostri figli.   Ma basta cha appaiono in teatro gli "idoli" del momento, ed eccoli trasformati in una folla demente, eccoli diventati subito paurosamente "estranei" a noi.

mercoledì 24 ottobre 2012

Concluso il Cantagiro 1964





Quattri anni fa, quando ci fu il Festival di Sanremo con Rascel che cantava Romantica e Modugno che cantava Libero, un commissario di Pubblica Sicurezza disse per scherzo una frase divenuta ormai celebre.
Disse, cioè, che finché fosse durata quella manifestazione, avrebbe potuto anche mandare in licenza i suoi uomini, perché tutti gli italiani, ladri compresi, sarebbero rimasti inchiodati davanti al televisore. In questi quattro anni, l’entusiasmo popolare per la canzone ha fatto ulteriori progressi. E il giorno della tappa di Pescara il proprietario d’un albergo sentenziava addirittura che, se in ogni città ci fosse uno spettacolo di Cantagiro, in Italia si potrebbe anche fare un colpo di Stato, e nessuno se ne accorgerebbe.
Sono battute di spirito, si capisce. Dopo tutto, qualcuno che non segue il Cantagiro c’è ancora. Ma certo, la folla che si è allineata lungo le strade sotto il solleone o sotto la pioggia scrosciante per veder passare le automobili dei cantanti, applaudendo e gridando freneticamente, e quella addirittura enorme che ha dilagato nelle arene e negli stadi dove si sono svolti gli spettacoli, facevano impressione. Erano migliia di persone che si abbattevano come furie sui cantanti dai quali volevano l’autografo, si avventavano come cavallette sui posti a sedere, e urlavano come pazzi, appena i loro beniamini accennavano a cantare. Non s’era mai sentito prima d’ora che la Polizia stradale dovesse impiegare gli elicotteri per sbloccare il traffico paralizzato nelle città toccate dalla carovana del Cantagiro.
[...]

S.G. Biamonte
("Gli Amici del Disco", luglio-agosto1964)



martedì 2 ottobre 2012

Cantagiro - Lo spettacolo è sulle strade



[...] La caratteristica principale del Cantagiro, particolarmente di questo Cantagiro, è, oltre la colossalità che vi avevo preannunciato, il ritmo. Non c'è soluzione di continuità fra una operazione e l'altra; si parte di mattina piuttosto presto, si attraversano paesi e città da una regione all'altra, si arriva la sera coperti di sudore e di polvere sotto lo striscione che indica il termine della corsa. C'è giusto il tempo per una doccia e per mutarsi d'abito, raramente per buttar giu' un boccone e via, di corsa, nella piazza o nello stadio dove ventimila, trentamila persone stanno invocando Celentano o Peppino di Capri.
Avrete visto "qualcosa" del Cantagiro in TV, ma quello che la televisione vi ha fatto vedere non è il Cantagiro ma solo il suo spettacolo serale. Il Cantagiro vive sulle strade che percorre con la sua carovana lunga quasi tre chilometri incontrando un pubblico entusiasta che è già stato aggiornato sulle ultime novità dalle staffette che precedono l'autocolonna. Un pubblico sensibilissimo che in questi giorni ha già imparato a fare il tifo per i favoriti di quest'anno: Morandi, Donaggio, Michele e Little Tony (nel girone A), la Cricca, Guardabassi, Mosca e Leali (nel girone B).
[...]

















 
 

 
 

venerdì 6 luglio 2012

Un invito della Radio: SCEGLIAMO LA CANZONE DELLE VACANZE (pt. 2)

 



[...]
Continuiamo la statistica: sempre amore, ma variamente mescolato con l'elioterapia, la geografia e la meteorologia.   Tre canzoni sono dedicate alla tintarella, mania di stagione: Nilla Pizzi è invitante ("Abbronziamoci insieme") ma assolutamente convinta che, insieme con l'abbronzatura, se ne andrà anche l'amore; Jo Fedeli ha avuto la disgrazia di innamorarsi di una che, per prendere la tintarella, lo trascura; "Los Marcellos Ferial" si lamentano in coro ("Sei diventata nera") perchè, una volta abbronzate, le ragazze sono uguali a tutte le altre, e non si riesce più a distinguerle.
Di geografia si occupano Carla Boni - che ha scoperto una "Piccola spiaggia" che nessuno conosce - e Gian Costello, il cui problema è quello di raggiungere al più presto Portofino dove lo attende l'amore ("Week-end in Portofino").
Ornella Vanoni dal canto suo si preoccupa del tempo: c'è "Poco sole", dice, ma si consola pensando che così la spiaggia nonn sarà troppo affollata; Katia sceglie "il momento per giocare con il mare", e decide che si gioca meglio al tramonto; Pino Donaggio, infine, "Quando è sera" vuol bene alla sua ragazza, perchè finalmente può stare solo con lei.
Siamo d'estate, e non potevano mancare gli argomenti sportivi: ma se in "Imparerò a nuotare" Carmen Villani sceglie per amore uno sport di stagione, con "Il re del ring" entriamo in un clima più direttamente agonistico: Tony Del Monaco, pugile in ribasso, afferma che non potrà più combattere e vincere se non tornerà la ragazza che lo ha abbandonato.
Ci sono ancora le canzoni degli innamorati timidi ("Che sciocco che sei"), canta Laura Casati ad uno che l'ama in silenzio; invece Bruno Filippini dice "Non ho il coraggio", e continua a rimandare il momento della dichiarazione; le canzoni che invitano alla saggezza (Paola Penni non vuole impegnarsi, è "Solamente un'amicizia" quella che la lega al suo ragazzo) e quelle che ai sogni romantici abbinano considerevoli edilizie (Betty Curtis vorrebbe, per sé e per l'uomo che ama, "La casa più bella del mondo").   Per finire, c'è persino una canzone "western", con Elio Cipri che spara per amore ("Spara Morales").
Motivi per tutti i gusti, dunque: e saranno i voti del pubblico a designare i quattordici "dischi per l'estate" che usciranno dalla "finalissima" di Saint-Vincent.   La cittadina termale valdostana infatti si sta preparando ad accogliere l'ultima fase della manifestazione, che si svolgerà nel salone delle Feste del Casinò, e che sarà ripresa anche dalla televisione. [...]

P. Giorgio Martellini
"Scegliamo la canzone per le vacanze" - Radiocorriere TV, 31 maggio-6 giugno)

giovedì 26 aprile 2012

VII CONGRESSO dell'UDI (Roma. 4-7 giugno)



Unità ed emancipazione delle donne per il progresso della società

Il congresso dà mandato ai nuovi organismi dirigenti di elaborare una proposta di riforma globale da sottoporre ad ampia consultazione popolare, che preveda:  - L'attribuzione della direzione della famiglia, sotto ogni aspetto, ai due coniugi; - La comunione fra i coniugi degli utili e degli acquisti effettuati durante il matrimonio e l'amministrazione congiunta degli stessi, l'abolizione dell'istituto dotale; - La sostituzione della patria potestà con la potestà dei genitori; - L'eliminazione di ogni discriminazione contro i figli naturali; - La riforma dell'istituto dell'adozione e la revisione dell'istituto dell'affiliazione; - La soppressione del reato di adulterio; - L'abrogazione della causa d'onore nel reato di omicidio e di lesioni personali; La modifica dell'art. 553 del codice penale ai fini dell'abolizione del divieto della propaganda anticoncezionale.   Il VII congresso dà mandato inoltre ai nuovi organismi dirigenti di sviluppare il più ampio dibattito tra le masse femminili sull'istituto del divorzio.   Tale problema deve essere affrontato nel quadro di una profonda trasformazione dell'istituto familiare e dell'ulteriore affermarsi della donna nella società.
[...]
L'intenso lavoro svolto dall'Udi sembrava non avere mordente.
[...]
L'attacco all'occupazione femminile derivante dal mutamento della congiuntura economica (esploso nel 1964 anche se iniziato già prima), colpiva uno dei cardini del processo di emancipazione, il diritto delle donne al lavoro extradomestico.   Secondo i dati Istat, tra il gennaio 1964 e il gennaio del 1965, erano state allontanate dal lavoro 454.000 donne e complessivamente, dal luglio 1963, le occupate erano diminuite di 717.000 unità.   Questa riduzione non era dovuta, come in precedenza, all'esodo dall'agricoltura; i licenziamenti avvenivano nell'industria.   Una parte delle disoccupate erano rifluite nell'esercito di riserva, erano cioè regredite alla posizione di casalinghe.  Tra le lavoratrici resisteva una forte combattività, ma non mancavano quelle che pensavano e dicevano: "Se il lavoro non c'è per tutti è meglio che lavorino gli uomini, i capifamiglia".
[...]

Marisa Rodano
("Memorie di una che c'era - una storia dell'Udi" - il Saggiatore, Milano 2010)

venerdì 2 marzo 2012

Difficile il traffico anche a Taranto



Taranto deve diventare la seconda Genova: questa prospettiva entusiasma i tarantini, ma non li consola della situazione odierna della circolazione nella loro città, dove lo sviluppo industriale in corso ha provocato un intensificarsi della motorizzazione, con le conseguenti (non "imprevedibili") difficoltà di traffico.
Circolare a Taranto è oggi impresa assai difficile: .........



 
Approfitto dell'occasione per parlare anch'io della caotica circolazione di Taranto; voglio aggiungere però, che oltre ad essere un fatto tecnico, come la mancanza di strade adeguate al traffico, di semafori, di sensi unici ecc..., é una questione morale e psicologica.
Dico questo perchè gli automobilisti tarantini non hanno ancora compreso come si circola in una moderna e grande città e sono molto indisciplinati.
Infatti molti di essi fanno la passeggiatina serale in macchina, alla media di 20-25 km/h, ostruendo il traffico.
Camminassero poi ai lati della carreggiata!   No, debbono viaggiare al centro.
Bisogna quindi anche educare gli automobilisti.

Daniele M. - Taranto
(lettera alla rivista)

domenica 12 febbraio 2012

Fondata a Milano la lega anti-smog




Domenica 2 febbraio si è svolto a Milano un convegno interprovinciale avente lo scopo di indicare gli strumenti più efficaci per condurre una lotta a fondo contro l'inquinamento dell'atmosfera in alcune grandi città, fenomeno simbolizzato da una parola sempre più ricorrente e nefasta: smog.   Sono intervenuti i rappresentanti delle amministrazioni e i medici comunali di Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna e Savona, nonchè tecnici ed esperti del settore.
Una delle risultanze del convegno ha fatto risalire la maggiore responsabilità dell'inquinamento ai camini degli impianti di riscaldamento domestico: sono essi i primi produttori di anidride solforosa, per il fatto che si suole alimentarli con combustibili ad alto tenore di zolfo ed alta viscosità, che bruciando, liberano nell'atmosfera pulviscolo carbonioso e anidride solforosa, tanto dannosi agli occhi e ai polmoni.
Per quel che riguarda gli scarichi delle autovetture, si tratta di una responsabilità secondaria, ma destinata ad aumentare di pari passo con i progressi della motorizzazione.   Nessuno degli esperti ha messo i motori a scoppio e quelli a ciclo Diesel - che muovono la quasi totalità dei veicoli oggi in circolazione - sullo stesso piano degli impianti di riscaldamento.   Il motore a scoppio, si sa, produce ossido di carbonio, gas altamente velenoso.   Ciascuno ne espelle una percentuale che di per sé non sarebbe nociva; ma se si moltiplica questa quantità per il numero delle vetture, ecco che il pericolo si profila in tutta la sua gravità.   Senza contare che in presenza di un motore in non perfette condizioni, il fenomeno tende ad accentuarsi, soprattutto nel caso dei Diesel.
Altra causa di inquinamento gli additivi, che vengono miscelati alla benzina per accrescere il potere antidetonante.   In genere sono composti del piombo.   Dopo la combustione, anch'essi liberano dei gas molto nocivi.   Da soli non rappresenterebbero una minaccia se non fossero destinati a mescolarsi ai prodotti tossici del riscaldamento e delle industrie dislocate a maggiore o minore distanza dal perimetro urbano, quando non sorgono addirittura in città.
Terza caratteristica negativa delle autovetture in rapporto allo smog e alle sue origini: lo scarico è posto di solito a brevissima distanza dal suolo.   Pertanto le sostanze tossiche della combustione (siano i composti del piombo, sia l'ossido di carbonio) vengono immessi nell'atmosfera a un'altezza che di rado supera i 30 centimetri: restano a bassissima quota, estranei a turbamenti atmosferici che potrebbero disperderli, e quando salgono un pò, arrivano giusto ad essere respirati dai passanti.
Il convegno si è concluso con la nomina di quindici esperti che faranno parte della Commissione ministeriale anti-smog, i quali auspicano che vengano adottati combustibili meno pericolosi per il riscaldamento domestico e controlli più rigorosi dei motori a scoppio e Diesel.   In particolare, l'assessore all'Igiene del Comune di Milano, dott. Beltramini, ha affermato che ben diciottomila veicoli milanesi sono stati censiti quali produttori di gas di scarico eccessivamente tossici.

(auto italiana - 13 febbraio 1964)

martedì 7 febbraio 2012

Le nobili indossatrici minorenni



Un gruppo di ragazze dell'aristocrazia fiorentina tra i cui ascendenti si contano dogi e sultani, ha presentato, sfilando sulla passerella di Palazzo Pitti, la "collezione blu" dedicata alle giovanissime: particolarmente ammirati i modelli con la gonna lunga sino ai piedi, sogno di tutte le diciottenni che si preparano al loro primo ballo.

documentari fotografici
(Oggi - 13 febbraio 1964)

 

lunedì 6 febbraio 2012

(I BEATLES ) Diventeranno di cera


I "Beatles" sono soddisfatti che i loro ritratti di cera figurino nel museo di Madame Tussaud: un onore che tocca soltanto ai personaggi popolarissimi.   I tecnici della famosa istituzione ora stanno riproducendo minuziosamente le fattezze, misurando  con speciali compassi la struttura dei loro volti.   I "Beatles", (sono) famosi, oltre che per le voci, (anche) per la lunghezza e l'acconciatura "quattrocentesca" dei loro capelli.    I rumorosi giovanotti guadagnano cifre favolose: il fisco quest'anno li ha tassati per ben quattrocentocinquantacinque milioni di lire.   Dopo la fortunata "tournée" in America, essi hanno in progetto una serie di spettacoli in Australia, dove sperano di ottenere un eguale successo.
(Oggi - 2 aprile 1964)


sabato 8 ottobre 2011

Il Viaggio dei Viaggi




Mi tirò per la manica.   Era una giovane araba con le labbra striate dal freddo, gli occhi lustri come di febbre.   "Ora camminerà sull'acqua?", chiese.
 Da giorni sentivamo solo parole gonfie, difficili.   Quando si dilatano troppo, le parole diventano fuochi d'artificio: tuonano, ricolmano il cielo; ma appena scompaiono, ci restituiscono la misura del silenzio, la fatica dell'intelligenza che non ha più suggestioni.
Avevamo aspettato il Papa e creduto di sapere già tutto, perfino al di là dell'inevitabile retorica: quali significati sarebbero stati attribuiti al suo viaggio: che sottili mutamenti nella struttura della Chiesa potevano verificarsi dopo un fatto così straordinario: su che delicato disegno sarebbe apparso possibile costruire un giorno l'ordito e la trama di una riunificazione pancristiana.
Conoscevamo le sue parole: sarà un viaggio di preghiera.   Sapevamo che gli "infedeli" serrati dentro questi confini senza pace lo attendevano quasi come un mediatore.   Quel che non potevamo immaginare è che una donna ci avrebbe chiesto: "Ora camminerà sull'acqua?".
[...]

 

Radio e TV lungo l'itineraio del Papa




Questa volta, la Radiotelevisione italiana ha il compito di far partecipare direttamente o attraverso le organizzazioni sorelle, il pubblico di tutto il mondo a un fatto senza precedenti: il primo viaggio di un Papa in Terra Santa, il primo ritorno, dai tempi di San Pietro, di un Pontefice, da Roma alla culla della Chiesa cristiana, ai luoghi dove il Suo Fondatore nacque, annunciò la buona novella e morì di supplizio per la salvezza degli uomini.
Di tale pellegrinaggio, unico nella storia, Radio e TV hanno il compito di scrivere la cronaca con i suoni e con le immagini.
Per realizzare questo servizio assolutamente eccezionale, si sono incontrate difficoltà di ogni genere, anch'esse senza precedenti nella storia dei mezzi televisivi.   Basti accennarne qualcuna.   Basti dire - per esempio -  che l'avvenimento si svolge in un altro continente, a 2300 chilometri di distanza, in una zona  del tutto priva di qualsiasi attrezzatura televisiva, nella quale sono impossibili i collegamenti diretti "video" con l'Europa e sono molto difficili anche i collegamenti "audio".   Basti pensare, infine, che le località dove si svolge l'avvenimento si trovano ai due lati di una delle più difficili frontiere del mondo, in una delle zone politicamente più delicate e tormentate.
[...]


 

 

lunedì 19 settembre 2011

LA VITA È UN VIDEO

I dieci anni di televisione che hanno trasformato le sere degli italiani


Il televisore ha modificato le abitudini dei suoi utenti, e non sempre in senso positivo: ma è anche certo che il più alienante degli strumenti di comunicazione di massa ha contribuito alla modernizzazione del nostro paese.


Un piccolo comune all'estrema periferia settentrionale di Milano, un paesaggio squallido e disordinato di piccole costruzioni miserabili venute su spontaneamente nel caos dell'immigrazione. Non più una bidonville, ma ancora baracche, con pretesa di villette. Uno di quei quartieri che a Milano, con immagine tragicamente suggestiva, si chiamano "coree". Mi guida, lungo la strada fangosa, il vicesindaco del paese, un giovane democristiano. "la miseria negli anni del 'miracolo' ha cambiato un pò faccia da queste parti, ma la sostanza è la stessa. Le baracche di legno e latta, sono quasi scomparse, ma queste coree non sono in realtà molto diverse dai vecchi villaggi di capanne", mi dice mentre percorriamo la main street della 'corea', seguiti da occhi sospettosi che ci guardano da ogni finestra. "Qui vivono quasi esclusivamente immigrati meridionali", dice ancora la mia guida, "siciliani, calabresi, soprattutto. La densità media è di quattro persone per stanza, ma abbiamo casi di dieci e dodici persone in un locale". Guardo i tetti delle casette. Le antenne televisive non sono molte, ma su qualche costruzione se ne contano anche due o tre.
Entriamo in una casetta. Abbiamo scelto, per questa visita, la mattina di domenica. Per trovare a casa gli uomini. Al piano terreno, in tre stanze, due famiglie. Al primo piano, sempre in tre stanze, una famiglia. È quella del padrone di casa. È arrivato al Nord, da Gangi, dieci anni fa. [...] Affitta ad altri immigrati il piano terreno e seminterrato. Possiede la televisione? "Certamente", e me la mostra. Occupa il posto d'onore della stanza più grande che è la cucina, soggiorno, camera da pranzo e camera da letto della vecchia nonna. Ma anche una delle famiglie del piano terreno possiede la televisione. Sono otto persone in due stanze: padre, madre, sei figli fra i cinque mesi e i dieci anni. Parlo con il padre. Quanto guadagna? "Poco, cinquantamila lire al mese, sessanta, secondo i mesi". Che cosa fa? "Il manovale". Quanto spende per l'affitto? ''Non molto. Il proprietario è di Gangi, del mio paese. Mi favorisce. Gli do ottomila lire al mese. Quattromila per stanza''. E la televisione quanto gli costa? ''Mille lire d'abbonamento e diecimila di rata''. Cioè, la televisione gli costa più dell'affitto? “Sì”. Gli costa poco meno di un quarto del suo guadagno? Allarga le braccia. [...] Ma non preferirebbe un alloggio migliore, rinunciando alla televisione? Scuote la testa: “No, qui siamo sistemati meglio che a Gangi. Non è una gran casa, è piccola, ma è meglio della tana in cui vivevamo giù in Sicilia. E poi con la televisione si risparmia. Io alla sera non esco più, non vado al bar, sto a casa. E poi è buona per i bambini che possono vedere tante cose e conoscere il mondo e imparare”. […] penso subito ai discorsi che si ascoltano nelle case borghesi. “Per i bambini la televisione è un disastro. Li distrae. Non studiano più. Passano ore e ore a vedere sciocchezze. La TV li istupidisce, i bambini. A scuola non rendono”. […]
Senza dubbio la televisione ha modificato abbastanza profondamente le abitudini serali dei suoi utenti […] “Andavamo a letto alle otto” […] “E adesso guardiamo la televisione fino alle dieci, anche alle undici, secondo i programmi”. […]
[…] la televisione ha determinato quasi ovunque una rivoluzione nella disposizione dei mobili che non è soltanto di comodo. Il centro vitale della stanza di soggiorno (e della stessa cucina, quando i due locali coincidono) non è più il tavolo. Il tavolo è finito regolarmente in un angolo. Serve per mangiare, per fare i compiti, per stirare, ma non è più il luogo di raccolta della famiglia. Le nostre stanze si sono trasformate in piccole sale cinematografiche e basta sfogliare i giornali di moda per vedere con quanta periodica insistenza gli architetti offrano consigli sulla collocazione più idonea, ai fini televisivi, del divano, delle poltrone e delle seggiole. Ma il tavolo era un luogo di incontro. I componenti al famiglia si fronteggiavano, si guardavano negli occhi, si parlavano. Con la sistemazione televisiva tutto ciò è sparito. La famiglia si dispone in fila, in modo che ognuno possa avere la completa visibilità dello schermo e trascorre in silenzio le sue serate.
[…] “La TV mi diverte, mi fa passare il tempo, ma anche mi istruisce. Io sono andato a scuola. Fino alla quinta. Al mio paese, in Calabria, è già molto. […] Ma quello che imparo con la TV non l'avrei mai imparato neanche in dieci o venti anni di scuola. La TV mi fa vedere come vive la gente, quella che non è condannata come noi alla miseria. […] Certo mi fa anche sognare e desiderare, ma quando uno sogna e desidera pensa anche. Pensa al perchè certa gente ha belle case e belle donne e noi nulla. E così si impara”.
[...]”C'è sempre gente, forse più di prima, ma consumano meno” (dice il padrone di una osteria della Bassa Mantovana, con l'apparecchio televisivo, alto sopra un trespolo, di fronte a file ordinate di sedie), “prima discutevano, giocavano, cantavano e bevevano. Viene la gola secca a parlare e a cantare. Adesso guardano la TV. Con un bicchiere passano tre ore. Non se ne accorgono neanche, perchè presi dallo spettacolo. Ordinano negli intervalli, anche per non disturbare gli altri.
[…] Per milioni di italiani la TV significa isolamento, è vero, ma anche mezzo per penetrare in una realtà altrimenti esclusa e quindi sconosciuta
[…]

 

 

venerdì 16 settembre 2011

RADIOCORRIERE TV (gennaio)


La TV italiana compie dieci anni: il pittore Francesco Menzio interpreta, nel disegno che ha fatto per la nostra copertina, l'avvenimento.   Ai dieci anni della TV dedichiamo questo numero del "Radiocorriere"


Père Gauthiers, il prete falegname che ha proposto al Papa il Pellegrinaggio in Palestina, mentre celebra la Messa nella Grotta dell'Annunciazione a Nazareth.   Sul viaggio di Sua Santità Paolo VI in Terra Santa la televisione italiana realizzerà una serie di servizi speciali che saranno diffusi in tutto il mondo.


Il Sommo Pontefice Paolo VI sulla scaletta dell'aereo che lo ha portato in Terra Santa, per un Pellegrinaggio che ha aperto  al mondo nuove speranze di pace e di fratellanza.


Antonella Lualdi accanto al simbolo grafico di Radiotelefortuna 1964, il concorso che sorteggia trentacinque automobili tra tutti gli abbonati vecchi e nuovi alla radio e alla televisione.



Anna Moffo, giunta al successo attraverso l'opera lirica, va dimostrando sui teleschermi, nello show a lei dedicato, notevoli doti anche come interprete di musica leggera e di jazz, come attrice e come danzatrice.

venerdì 9 settembre 2011

GRAN PREMIO EUROVISIONE DELLA CANZONE EUROPEA (Copenaghen 21 marzo)




Per Gigliola Cinquetti continua la grande avventura cominciata cinque mesi fa.   La sera del 2 ottobre 1963, nel Salone delle feste di Castrocaro Terme, le dissero che aveva vinto il concorso delle "voci nuove" e che quindi avrebbe partecipato di diritto al Festival di Sanremo.   La sera del 1° febbraio 1964, nel Salone delle feste del Casinò di Sanremo, le dissero (facendola piangere d'incredulità e di gioia) che aveva vinto il Festival, cantanto non ho l'età per amarti.   La sera del 21 marzo sarà al Tivoli di Copenaghen, uno dei posti più famosi del mondo a rappresentare l'Italia alla nona edizione del Gran Premio Eurovisione della canzone europea. [...]
È una gara annuale creata per iniziativa dell'UER (Union Europèenne de Radiodiffusion) con caratteristiche diverse da quelle delle altre rassegne di musica leggera, essendo stata concepita essenzialmente come uno spettacolo televisivo internazionale realizzato in studio.   Ciascun paese partecipante è libero di selezionare la canzone da inviare al Gran Premio Eurovisione coi criteri che crede.   L'Italia ha sempre scelto la canzone vincitrice del Festival di Sanremo, [...]
Finora per la verità, non abbiamo mai avuto molta fortuna all'Eurocanzone.   I migliori piazzamenti restano quelli ottenuti da Domenico Modugno nel 1958 con "Nel blu dipinto di blu" al terzo posto, e Emilio Pericoli l'anno scorso con "Uno per tutte", pure al terzo posto.   C'è invece chi ha vinto più di una volta: la Francia, per esempio, vanta tre vittorie (1958,1960 e 1962) e l'Olanda ne ha ottenute due (1957 e 1959).   Una vittoria ciascuno hanno avuto la Svizzera (1956), il Lussemburgo (1961) e la Danimarca (1963).
[...]

 s.g.b.
(radiocorriere TV - 21 marzo)




Sede di svolgimento: Copenaghen (vincitrice dello scorso anno)
Presentatori: Lotte Waever e Renato Tagliani
Votazioni: tramite una giuria di 10 persone, per ogni nazione, che daranno tre punti alla canzone giudicata migliore, due alla seconda e uno alla terza.

Canzoni in gara

Lussemburgo - Des que le printemps (interprete: Hugues Aufray)
Olanda - Jij bent mijn leven (interprete: Anneke Gronloh)
NorvegiaSpiral (interprete: Arne Bendiksen)
Danimarca - Sangen om dig (interprete: Bjørn Tidmand)
Finlandia - Laiskotellen (interprete: Lasse Martenson)
Austria - Warum nur warum (interprete: Udo Juergens)
FranciaLe chant de Mallory (interprete: Rachel)
Inghilterra - I love the little things (interprete Matt Monro)
Germania - Man gewohnt sich so schnell (interprete: Nora Nova)
Principato di Monaco - Ou sont elles passèes (interprete: Romuald)
Portogallo - Oracao (interprete: Antonio Calvario)
Italia - Non ho l'età (interprete: Gigliola Cinquetti)
Jugoslavia - Zivot je sklopio krug (interprete: Sabahudin Kurt)
Svizzera - I miei pensieri (interprete: Anita Traversi)
Belgio - Pres de ma riviere (interprete: Robert Cogoi)
Spagna - Caracola (interprete: Los TNT (tim, nelly & tony)



Classifica finale

#1 Italia - Non ho l'età (interprete: Gigliola Cinquetti)
#2 Inghilterra - I love the little things (interprete Matt Monro)
#3 Principato di Monaco - Ou sont elles passèes (interprete: Romuald)


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mercoledì 31 agosto 2011

eventi (gennaio-marzo)


incontro con il patriarca di Costantinopoli Atenagora

Gennaio
  • [04] - Paolo VI arriva in aereo ad Amman per iniziare il suo pellegrinaggio in Terrasanta. Dopo 5 secoli di silenzio riprende il dialogo con la Chiesa d'Oriente.
  • [09] - Italia: viene presentato il "rapporto Saraceno".   Il presidente della Commisisone nazionale per la programmazione propone che il 45% degli investimenti pubblici e il 40% dei posti di lavoro siano riservati al Mezzogiorno.  
  • [09] - Panama: proteste antiamericane nella zona del canale. Sbarco di marines e incidenti con 21 morti.
  • [11] - USA: il rapporto Terry su "fumo e salute" afferma  che c'è una relazione tra il fumo e il cancro del polmone, delle corde vocali, della laringe, l'enfisema, le bronchiti croniche e le malattie cardiovascolari.
  • [12] - Italia: la sinistra del Partito Socialista (Lelio Basso, Tullio Vecchietti, Vittorio Foa e Emilio Lussu), contraria alla scelta governativa (e favorevole all'alleanza con in Pci), dà vita al Psiup (Partito socialista italiano di unità proletaria).
  • [18] - Italia: nasce "Telefono Amico". Un servizio telefonico per le anime in pena. Promotori dell'iniziativa che nasce a Milano sono tre francescani, Angelo Gelmini (padre Eligio), Cesare Azzimonti e Bruno Ducoli
  • [27] - Francia: De Gaulle stabilisce normali relazioni diplomatiche con la Cina comunista. È un gesto antisovietico e, soprattutto, antiamericano.

Febbraio
  • [01] - Italia: un Festival di Sanremo zeppo di stranieri, esordienti e cantautori è vinto da Gigliola Cinquetti,  16 anni appena compiuti.
  • [07] - i Beatles approdano negli Stati Uniti.   Vi resteranno fino al 21 partecipando all' "Ed Sullivan Show" in TV e tenendo concerti a Washington, New York e Miami.   È un trionfo senza precedenti.
  • [12] - Ruanda: i Vatussi, il popolo più alto del mondo, sono decimati sistematicamente.   Costretti ad andarsene dopo che il Paese era diventato una repubblica indipendente, i Vatussi avevano cercato di rientrare alla vigilia di Natale per rovesciare la situazione politica.   Ma l'esercito del gruppo etnico dei Bahutu (85% della popolazione) li aveva fermati con le armi automatiche fornite dai belgi.
  • [22] - Italia: sono varati provvedimenti governativi (compresa l'imposta cedolare del 30% sui titoli azionari) per far fronte a "la congiuntura" negativa che, dal 1963, ha messo un freno al "boom" economico. 
  • [26] - Classius Clay, contro ogni previsione, vince a Miami Beach, il titolo mondiale dei pesi massimi.

marzo
  • [01] - Italia: inizia una massiccia campagna per la vaccinazione contro la poliomelite di bambini e giovani tra i 4 mesi e i 20 anni di età.
  • [03] - Felice Ippolito, Segretario generale del CNEN (Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari) dal 1952, viene arrestato per presunte irregolarità amministrative.
  • [04] - Le Nazioni Unite autorizzano l'invio di caschi blu a Cipro per frenare i sanguinosi scontri fra la popolazione greca e quella turca.
  • [06] - Grecia: si spegne ad Atene, per un blocco renale, Paolo I, Re dei greci.   Era salito al trono nel 1947.   Il nuovo re, il figlio Costantino, 23 anni, è il più giovane sovrano d'Europa.
  • [15] - Si concludono con le nozze, le vicenda sentimentali tra Liz Taylor e Richard Burton.