lunedì 5 dicembre 2011

THE ASTRONAUTS - SURF




Lato a)
  1. Shortnin' bread (trad)
  2. Kuk (demmon-gallagher-patterson-lindsey-fifield)
  3. Money (bradford-gordy jr.)
  4. Banzai pipeline (mancini)
  5. Baby let's play house (gunter)
  6. If I had a hammer (hayes-seeger)

Lato b)
  1. What's I say (charles)
  2. Surf party (dunham-beverly)
  3. Dream lover (darin)
  4. Competition coupe (usher-christian)
  5. Pipeline (spickard-carman)
  6. Susie - Q (hawkins-lewis-broadwater)


cover (RCA VICTOR - LPM 10137)
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RCA VICTOR - LPM 10137
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Lo sport di cavalcare le onde



Il Surfing, che era un tempo lo sport dei re hawaiani, oggi attira migliaia d'appassionati sulle spiagge dove s'infrangono le onde dell'oceano

   Le onde dell’oceano sono formidabili, belle, seducenti e pericolose, e “cavalcarle” dà una strana sensazione. Mettetevi bocconi su un lungo e stretto zatterino di legno; remate con le braccia finché sarete nel punto giusto, alla giusta velocità e d’improvviso filerete sull’acqua a una velocità variante dai 30 ai 50 chilometri l’ora. Il surfer, cioè l’adepto di questo sport, si mette in piedi sullo zatterino bilanciandosi sulle gambe per mantenere l’equilibrio. Ora tocca i 65 chilometri orari e al tempo stesso scivola giù per la parete d’acqua. In breve, si muove contemporaneamente su tre dimensioni, mentre alle sue spalle la massa dell’onda lo insegue con il suo fragore primordiale.[…]
   L’onda marina è un fenomeno singolare. Non è altro che un’ondata d’energia che passa attraverso l’acqua, senza portare acqua con sé. In alto mare le onde arrivano talvolta ad altezze enormi (ma) non sono pericolose per una nave ben costruita, perché non si frangono.
   È quando arrivano ai bassifondi che diventano pericolose: qui, dopo un viaggio che può essere di qualche migliaio di miglia, l’energia s’esaurisce, subentra la forza di gravità. L’onda tocca la sua massima altezza, si frange, e tonnellate d’acqua precipitano giù.
   Ogni onda ha un suo modo di morire. Se è troppo grossa e se la riva scende in mare bruscamente l’onda si incurva formando un massiccio tunnel d’acqua che esplode in un gran turbine di spuma. Nessun surfer che abbia la testa a posto cercherà di cavalcare un’onda del genere.
   Ma se si frange dalla cima senza rompersi per tutta la sua lunghezza, la grossa onda fa la delizia del surfer. È allora che egli può valersi del suo zatterino di legno e della sua abilità. […]
Il Surfer, scelta la sua onda, si sdraia bocconi sullo zatterino, si guarda alle spalle e quando il frangente arriva, comincia a nuotare. Se ha calcolato bene la propria velocità e se ha stabilito esattamente quale sia il culmine dell’onda, il surfer “parte” di colpo. Si rizza in piedi. Ha davanti a sé il lungo declivio dell’onda e alle spalle il frangente che lo incalza. Sente due rumori: il sibilo dello zatterino che taglia l’acqua e il fragore dell’onda che si frange. Questa è l’essenza del surfing; l’equilibrio tra caos e padronanza di sé, ed è questo che agisce sui surfers come una droga.
   A questo punto il minimo errore può avere conseguenze disastrose. Se il surfer va troppo veloce, lo zatterino può schizzar via dall’onda. Per un istante spaventoso egli resta sospeso in aria prima di precipitare in acqua.
   Oppure il surfer può esser sorpreso dal frangersi d’un cavallone che rovescerà su di lui qualche tonnellata d’acqua. […]
   Sono molte le coste che hanno spiagge adatte a questo sport: nella sola California Meridionale se ne contano quasi 300. In qualsiasi week-end di bel tempo, nella California Meridionale, nel Sudest dell’Australia o nelle Hawaii, si possono vedere gli appassionati di questo sport, con i loro zatterini fissati sul tetto delle automobili, simili a smisurati sci, diretti a una spiaggia che abbia una buona risacca. Chi li segue e si ferma a osservarli capisce che questa del surfing non è una mania passeggera. Splendida gara tra l’uomo e la natura, è uno degli sport più emozionanti di tutti i tempi.
 

domenica 4 dicembre 2011

AA.VV. - I "GRANDI" FANNO IL SURF





Lato a)
  1. Nico Fidenco - Con te sulla spiaggia (mogol-fidenco)
  2. Jenny Luna - Chiodo scaccia chiodo (meccia)
  3. Jimmy Fontana - La scommessa (chisso-reverberi)
  4. La Cricca - Il surf della mattonella (rossi-ciacci)
  5. The Latins - Caffè poco caffè (crier plus fort) (migliacci-nalpas)
  6. Gianni Morandi - Se puoi uscire una domenica sola con me (guardabassi-zambrini)


Lato b)
  1. Edoardo Vianello - Tremarella (rossi-alicata-vianello)
  2. Rosy - Un tuffo al cuore (rossi-romitelli)
  3. Gastone Parigi - La mia mania (rossi-morricone)
  4. Gianni Morandi - Amico Piero (migliacci-de mutiis)
  5. I Flippers - La piroga (rossi-robifer)
  6. Rita Pavone - Datemi un martello (I had a hammer) (bardotti-hays-seeger)




cover (RCA ITALIANA - PML 10374)
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RCA ITALIANA - PML 10374
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... E UN PÒ PER NOSTALGIA (spettacolo musicale)




spettacolo musicale: dal 22 gennaio (programma nazionale)
-canzoni da cortile (22 gennaio)
-canzoni del tabarin (5 febbraio)
presenta: Milva
con: Nino Besozzi, Carlo Campanini
testi: Maurizio Corgnati, Giorgio Calabrese
orchestra: Gino Negri
scenografia: Maurizio Corgnati, Giorgio Calabrese
Regia: Maurizio Corgnati


   È tempo di revival, per la musica leggera.   Una per volta, rivestite a nuovo dalla bravura degli arrangiatori e dai mille trucchi delle sale d'incisione, ritornano nei juke-boxes e nella discoteca di famiglia le canzoni degli anni '20, '30, '40.
   Chi ha cominciato?   Difficile dirlo.   Forse Connie Francis con Chitarra romana, con La paloma, con il Tango della gelosia; o Elvis Presley con O sole mio e Torna a Surriento.   Da noi, c'è stata la carrellata televisiva di Renata Mauro ed Emilio Pericoli, in Studio Uno; c'è l'Henry Wright di Abatjour e di Voglio amarti così.   È di moda, questa specie di "archeologia" della canzone.   Non perchè manchino le idee per melodie e argomenti nuovi, anzi: la musica dei giovani c'è, e si fa sentire.
   Un pò per nostalgia, ecco: padri e zie in vena di ricordi - "eh, ai miei tempi..." - han creato il mito della belle èpoque, come di una stagione favolosa e spensierata, un tempo in cui ci si sapeva divertire, e si sapeva anche soffrire.
Di quel mito, i più giovani avvertono forse il fascino: e d'altro canto c'è in loro la curiosità per quei titoli, quei motivi così "diversi", che per loro finiscono per essere del tutto "nuovi".   È c'è un poco di divertita sufficienza nei confronti di quei padri, di quelle zie che si struggevano al ritmo del Tango delle capinere.   Insomma, ci son motivi validi perchè il fenomeno duri, anzi, si estenda, conquistando alla causa del revival i nomi che vanno per la maggiore. [...]

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