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sabato 10 novembre 2012

MUSICA INSIEME – una serie di trasmissioni dedicate al jazz




Prima di giungere agli shorts di Carosello il “tandem” Renata Mauro-Lelio Luttazzi ha già avuto in non poche occasioni il modo di imporsi, proprio come coppia, all’attenzione del pubblico dei telespettatori. Uno di quei casi, insomma, di fortunati gemellaggi artistici che sono del resto abbastanza frequenti nel mondo dello spettacolo e che avvengono talvolta fortuitamente per “simbiosi spontanea” (com’è il caso Tognazzi-Vianello, Franchi-Ingrassia, eccetera), talaltra per “affinità”, come ci sembra sia il caso Mauro-Luttazzi. Una coppia la cui unione è basata, prima di tutto, su un comune denominatore musicale e su una “verve” personalissima, che risale poi ad una sensibilità teatrale e ad una vocazione per il palcoscenico della Mauro (che, ha recitato anche con Gassman) e per il cinema di Luttazzi (il quale fin dai tempi de l’avventura di Antonioni non ha mai nascosto l’ambizione di poter diventare una specie di “David Niven italiano”).
Al tandem Mauro-Luttazzi è affidato ora il compito di presentare questo Musica insieme, un programma musicale tipicamente congeniale al loro temperamento, (una rubrica quasi confidenziale, che ha uno spiccato carattere di divertimento in famiglia) nel corso del quale vengono, di volta in volta presentati brani di livello non propriamente commerciale (o “gastronomico”, come è stato recentemente definito il “consumo” di musica leggera). E ciò è sottolineato, oltre che dalla stessa ambientazione scenografica, particolarmente semplice e funzionale (niente sketches, niente quadri sofisticati con le soubrettes che scendono le scale), anche dalla musica senza bizantismi: anziché indulgere alle mode, si rifugia nel sicuro e gradevole porto del jazz.
i. m.
("Radiocorriere TV")



di: Enrico Vaime
con: Mario Pezzotta, il sestetto Basso-Valdambrini
presentano: Lelio Luttazzi, Renata Mauro
Regia: Lyda C. Ripandelli


 3 luglio - Lilian Terry, Arturo Testa, Rita Reyes

10 luglio – Stephane Grappelli, Gino Corcelli

17 luglio – Rita Reyes, Gorni Kramer, Carmen Villani

24 luglio – Thelonius Monk, John Foster, Vittorio Paltrinieri, Carol Danell

31 luglio – Bruno Martino, Gloria Christian, Trio Pin Jacobs, Franco Cerri

7 agosto – Lilian Terry, Henry Wright, Nicola Arigliano, Annie Ross, Svend Asmussen




Farmer's Market
(farmer)

domenica 28 ottobre 2012

RENATO ARRUK - SI, PASSERA'/VORREI DIRE AL MONDO

 



Nella ondata di nuovi cantanti che, si può dire, ogni giorno ci vengono proposti dalle Case discografiche è difficile poter distinguere le vere vocazioni dai tentativi piu' o meno riusciti.   Non è questo il caso del cantante che ci viene proposto in questi giorni dalla "Fonit", un italiano di origine turca, Renato Arruk che si è rivelato lo scorso anno al Festival di Ariccia.   Arruk è un giovane atletico che ha preso come "modelli" musicali Domenico Modugno e Gino Paoli, ma che si discosta nettamente dal loro stile.   È, come molti altri giovani, un cantautore, ma ascoltando le sue due prime composizioni non lo si direbbe affatto un debuttante: del resto Vorrei dire al mondo ha già ottenuto successo al Festival di San Marino dov'è stata presentata.    Anche in Sì, passerà il secondo pezzo, Arruk dimostra ottime doti sia come autore, sia come cantante.   Parole semplici, motivi orecchiabili.   Si tratta naturalmente di un urlatore, ma di un genere "temperato": proprio come piace oggi.   Da notare l'ottimo arrangiamento e la perfetta incisione dei due pezzi, che sono evidentemente destinate a "sfondare" sul fronte estivo dei "juke-boxes".

Hi. Fi.
("Radiocorriere TV" - 12-18 luglio 1964)




side a)
  • Si, Passerà ( arruk)


side b)
  • Vorrei dire al mondo (arruk)





cover (Fonit - SPF 31149)
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Fonit - SPF 31149
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LANDO FIORINI - SEMPRE QUI/L'AMICO PIU' CARO

 



Lando Fiorini è uno fra i pochi giovani che credono nella canzone tradizionale.   [...] eccolo in un nuovo 45 giri presentare due motivi che s'ispirano alla linea melodica pura, quella che finora trovava soltanto in Tajoli e Claudio Villa gli autentici custodi.
 
Hi.Fi.
("Radiocorriere TV" - 22-28 novembre 1964)
 
 



side a)
  • Sempre qui (centi)

side b)
  • L'amico piu' caro (raspanti-cassia)




cover (RICORDI - SRL 10-353)
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RICORDI - SRL 10-353
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mercoledì 17 ottobre 2012

Cantagiro - I componenti della carovana

 



Il piu' difficile da tenere a mente nel Cantagiro, è il numero dei componenti la carovana. Un appassionato di musica leggera può anche ricordare i risultati degli incontri tappa per tappa. La posizione di classifica di ogni cantante in ciascuna giornata, i singoli chilometraggi delle tappe. Può perfino richiamare giorno per giorno i "precedenti" avutisi nelle due passate edizioni. Ma è arduo che qualcuno vi possa dire il numero esatto dei partecipanti alla manifestazione.
Ci sono un regista, Stefano Canzio; un direttore di gara, Enrico Maria Salerno; un presentatore, Pippo Baudo; una "valletta", detta anche "cantagirina", Dany Paris; un ottetto vocale 4+4 di Nora Orlandi; quindici cantanti del Girone A (i cosiddetti "big" della canzone) e ventidue del Girone B (le "nuove leve"); sette cantanti fuori concorso un'orchestra di 14 elementi diretta da Gorni Kramer; nove complessi esclusivi di altrettanti cantanti. E cioè i “Ribelli” di Adriano Celentano, i “Fuggiaschi” di Don Backy, i “Novelty” di Fausto Leali, i “Kings” di Dino, i “Records” di Nicola di Bari, e i complessi anonimi di Little Tony, Michele, Gino Paoli e Edoardo Vianello. A questo, che è il “cast” artistico del Cantagiro, aggiungete lo stato maggiore organizzativo che aiuta Ezio Radaelli a risolvere i vari problemi logistici e di sistemazione del suo spettacolo in movimento; aggiungete gli autisti, gli addetti alle vetture della carovana pubblicitaria, i giornalisti della TV e dei cinegiornali, gli osservatori delle Case discografiche, gli immancabili parenti, e potrete avere un'idea delle proporzioni della folla in mezzo alla quale ci si muove, ma non del numero esatto di persone che la compongono. Non ha idee molto precise sull'argomento nemmeno l'impiegato che s'occupa delle prenotazioni delle camere in albergo, perché c'è chi si allontana per qualche giorno e ritorna improvvisamente, c'è chi si aggrega alla carovana senza preavviso, c'è chi passa la notte in automobile, chi va a dormire in casa di cugini, ecc.
L'insieme è molto pittoresco, ed è anche divertente, almeno per chi sta a guardare. Tanto piu' che ognuno dei componenti il seguito porta dalla mattina alla sera una vistosa targhetta di riconoscimento all'occhiello, per potersi muovere liberamente tra la folla urlante e per superare gli sbarramenti disposti prudenzialmente dalla polizia.
[…] non fa meraviglia che quest'anno, fra le vetture della carovana, ce ne fosse una targata “Servizio estero”, sulla quale viaggiava un organizzatore che sta preparando appunto un giro di cantanti italiani in Francia e negli Stati Uniti. [...]
S.G. Biamonte
(“Radiocorriere TV” - 12-18 luglio 1964)

 

domenica 8 luglio 2012

UN DISCO PER L'ESTATE (Saint Vincent - 24 ottobre) serata conclusiva



[...] una settimana dopo le tre serate di Saint Vincent, ebbe inizio alla radio la rubrica Vetrina di "Un disco per l'estate", che riproponeva all'ascolto, 41 canzoni del concorso (dal gruppo iniziale di 42, ne era stata eliminata una, per il forfait di Milva che l'interpretava).   Queste trasmissioni sono proseguite fino al 23 settembre.   Nel frattempo, le stesse canzoni sono state ripresentate anche alla televisione, nel corso di due programmi intitolati (come quelli radiofonici) Vetrina di "Un disco per l'estate", di alcune puntate di Carnet di musica, di specials, spettacoli di varietà, riprese esterne ecc.
Concluso il ciclo si possono tirare le somme. [...]
(si conosceranno) le 14 canzoni che sono risultate le preferite dal pubblico degli acquirenti di dischi, secondo i dati forniti dall'AFI, l'Associazione dei discografici italiani.   Si conclude così questa manifestazione che è stata organizzata dalla Radiotelevisione Italiana con la collaborazione della stessa AFI, e che è stata finora la più lunga del genere nel campo della musica leggera.[...]
(Le esecuzioni), si è pensato, per evitare la monotonia, di riproporle in una veste del tutto nuova.   Le riascolteremo, nella forma del concerto per solista e orchestra. [..]  I solisti saranno tra i migliori della musica leggera e del jazz d'Italia [...]

S.G. Biamonte
("Una passerella d'autunno per 'I dischi dell'estate' " - Radiocorriere TV, 18-24 ottobre)


presentano: Enzo Tortora, Pippo Baudo
ospiti: Antonella Steni, Elio Pandolfi, Alighiero Noschese
orchestra diretta da Enrico Simonetti
solisti:
Sergio Fanni - tromba
Mario Gangi - chitarra
Gervasio Marcosignori - cordovox
Paolo Mezzaroma - violino
Dino Piana - trombone
Luciano Sangiorgi - pianoforte
Baldo Maestri - clarinetto


  1. Los Marcellos Ferial - Sei diventata nera
  2. Nico Fidenco - Con te sulla spiaggia
  3. John Foster - Amore scusami
  4. Peppino di Capri - Solo due righe
  5. Fred Bongusto - Mare non cantare
  6. Franco Talò - Il rimorso
  7. Mario Abbate - Stanotte nun dormì
  8. Tony Dallara - Quando siamo in compagnia
  9. Jo Fedeli - Sei come una lucertola
  10. Betty Curtis - La casa più bella del mondo
  11. Pino Donaggio - Quando è sera
  12. Ornella Vanoni - Poco sole
  13. Bruno Filippini - Non ho il coraggio
  14. Elio Cipri - Spara Morales

venerdì 6 luglio 2012

14 Canzoni per le Vacanze

 



Niente di più facile che partecipare a "Un disco per l'estate".   Si ritira la cartolina, si segnano con una crocetta o con un trattino i 14 motivi preferiti, si affranca e si spedisce all'indirizzo ormai notissimo, "Casella postale 400 - Torino".   Poi si aspettano i risultati del concorso, e chissà che non ci scappi lo "scooter".   Sembra facile: per il pubblico.   Ma dietro la "Casella postale 400", in attesa dei voti, sta tutto un piccolo esercito di funzionari, impiegati, scrutatori per i quali "Un disco per l'estate" significa due mesi di "straordinari".   Le cartoline arrivano a sacchi, alla rinfusa, dalle più diverse località d'Italia: dalle grandi città e dai paesi minuscoli.   Bisogna numerarle, catalogarle, scrutinarle: non c'è margine per gli errori, un voto in più o in meno potrebbe decidere, in questo caso, del maggiore o minor successo di una canzone.   In poche settimane, se ne riempiono degli armadi.
La "troupe" dell'Ufficio Concorsi è tutta riunita, in questi giorni - dalle 7 del mattino alle 8 di sera - nei saloni di via Arsenale 10, a Torino.   I furgoni scaricano cartoline a getto continuo: le ingoia una macchina che le numera progressivamente, poi inizia il lavoro degli scrutatori, che operano in coppia: uno vaglia i voti, l'altro li riporta su un apposito foglio.   Ciascuna coppia  riesce così a "passare" 2 mila cartoline in una giornata.   I risultati poi vengono trasferiti su altri prospetti "riepilogativi", sottoposti ogni sera all'esame e alla firma dei funzionari dell'intendenza di Finanza.
In quei fogli - il cui contenuto rimarrà segreto fino alla sera di sabato 20 giugno -  stanno i gusti, le preferenze del grande pubblico musicale italiano: le fortune di questo o quel motivo tra i 42 in gara. [...] la curiosità per i risultati finali di questo originale "referendum" è del tutto legittima: c'è da chiedersi se l'avranno vinta i "teen agers", come accade da qualche anno a questa parte, o se invece assisteremo ad una rivincita della "vecchia guardia"; e ancora, se anche in "Un disco per l'estate" continuerà il successo di quel "neo-romanticismo canoro" lanciato da Francoise Hardy e da Gigliola Cinquetti, oppure se i "ginnasti della canzone", i virtuosi dell'urlo ce la faranno a riconquistare le posizioni perdute.
È una questione che, volenti o nolenti, ci interessa un pò tutti: a meno di non voler trascorrere luglio e agosto con i tamponi di ovatta nelle orecchie, questi "dischi per l'estate" ci saranno fedeli compagni sulle spiagge e nei "dancing", sotto gli ombrelloni dell'Adriatico e nei paesini delle Alpi.   Per una volta tanto, il pubblico avrà la soddisfazione di dire: "Ce li siamo voluti noi".   E in questo senso, Saint Vincent, la bella cittadina valdostana, si trasforma in questi giorni in un colossale negozio di dischi, in cui gli appassionati di tutta Italia scelgono a suon di voti le canzoni da mettere in valigia con il costume da bagno e l'accappatoio.

P. Giorgio Martellini
("14 canzoni per le vacanze" - Radiocorriere TV, 14-20 giugno)

Un invito della Radio: SCEGLIAMO LA CANZONE DELLE VACANZE (pt. 2)

 



[...]
Continuiamo la statistica: sempre amore, ma variamente mescolato con l'elioterapia, la geografia e la meteorologia.   Tre canzoni sono dedicate alla tintarella, mania di stagione: Nilla Pizzi è invitante ("Abbronziamoci insieme") ma assolutamente convinta che, insieme con l'abbronzatura, se ne andrà anche l'amore; Jo Fedeli ha avuto la disgrazia di innamorarsi di una che, per prendere la tintarella, lo trascura; "Los Marcellos Ferial" si lamentano in coro ("Sei diventata nera") perchè, una volta abbronzate, le ragazze sono uguali a tutte le altre, e non si riesce più a distinguerle.
Di geografia si occupano Carla Boni - che ha scoperto una "Piccola spiaggia" che nessuno conosce - e Gian Costello, il cui problema è quello di raggiungere al più presto Portofino dove lo attende l'amore ("Week-end in Portofino").
Ornella Vanoni dal canto suo si preoccupa del tempo: c'è "Poco sole", dice, ma si consola pensando che così la spiaggia nonn sarà troppo affollata; Katia sceglie "il momento per giocare con il mare", e decide che si gioca meglio al tramonto; Pino Donaggio, infine, "Quando è sera" vuol bene alla sua ragazza, perchè finalmente può stare solo con lei.
Siamo d'estate, e non potevano mancare gli argomenti sportivi: ma se in "Imparerò a nuotare" Carmen Villani sceglie per amore uno sport di stagione, con "Il re del ring" entriamo in un clima più direttamente agonistico: Tony Del Monaco, pugile in ribasso, afferma che non potrà più combattere e vincere se non tornerà la ragazza che lo ha abbandonato.
Ci sono ancora le canzoni degli innamorati timidi ("Che sciocco che sei"), canta Laura Casati ad uno che l'ama in silenzio; invece Bruno Filippini dice "Non ho il coraggio", e continua a rimandare il momento della dichiarazione; le canzoni che invitano alla saggezza (Paola Penni non vuole impegnarsi, è "Solamente un'amicizia" quella che la lega al suo ragazzo) e quelle che ai sogni romantici abbinano considerevoli edilizie (Betty Curtis vorrebbe, per sé e per l'uomo che ama, "La casa più bella del mondo").   Per finire, c'è persino una canzone "western", con Elio Cipri che spara per amore ("Spara Morales").
Motivi per tutti i gusti, dunque: e saranno i voti del pubblico a designare i quattordici "dischi per l'estate" che usciranno dalla "finalissima" di Saint-Vincent.   La cittadina termale valdostana infatti si sta preparando ad accogliere l'ultima fase della manifestazione, che si svolgerà nel salone delle Feste del Casinò, e che sarà ripresa anche dalla televisione. [...]

P. Giorgio Martellini
"Scegliamo la canzone per le vacanze" - Radiocorriere TV, 31 maggio-6 giugno)

Un invito della Radio: SCEGLIAMO LA CANZONE DELLE VACANZE (pt. 1)

 



[...]
"Un disco per l'estate" - sette trasmissioni radiofoniche quotidiane nei giorni feriali, quattro la domenica - ha preso il via il 20 aprile: ogni quarantott'ore, l'apparecchio radio ripete tutte le canzoni in gara, sicchè ormai dovrebbero essere entrate nell'orecchio, e ciascuno dovrebbe aver individuato le sue "preferite".   C'è musica per tutti: per i giovani e per i meno giovani, per gli "arrabbiati" del twist e per i "fans" della melodia.   Anche gli argomenti sono i più vari: vediamo di stilare una specie di statistica.
A sentire i parolieri, sarà l'estate degli amori difficili: al tema dei sentimenti che finiscono, agli addii, ai lamenti degli innamorati delusi sono dedicate ben 13 delle 42 canzoni.   Con sfumature diverse, naturalmente, che vanno dalla disperazione di Peppino di Capri ("Solo due righe") per la brevità della lettera con cui la sua bella lo ha lasciato, allo sfogo di Bruno Lauzi ("Viva la libertà") che se la prende con filosofia inneggiando ad una riconquistata indipendenza e alla sfida dispettosa di Jane de Clerc ("Per chi?") che all'innamorato infedele minaccia fiere rappresaglie.   C'è un motivo, del resto, per insistere sul tema della malinconia: non è forse l'estate il periodo delle "cotte" passeggere, degli amori che durano quanto una bella giornata di sole?    A questo stesso filone sono poi legate altre 5 canzoni di "Un disco per l'estate", quelle che potremmo chiamare "invocazioni".   L'amore non è finito, ma la persona amata è lontana e se ne desidera il ritorno ("Ritorna amore", canta Fausto Mola); oppure si avvicina l'ora del commiato, e la si vuol rimandare il più possibile ("Non andartene", scongiura Tony Rossi).   Al genere "invocazioni" appartierne anche l'unica canzone napoletana in concorso, "Stanotte nun durmì", in cui Mario Abbate accampa nei confronti dell'innamorata lontana la pretesa, abbastanza egoistica, ch'essa non dorma per pensare a lui.
Intendiamoci, non ci saranno soltanto amori infelici, nell'estate 1964; ce lo garantisce Henry Wright, invitando l'innamorata ad una romantica passeggiata lungo il litorale ("Dammi la tua mano"); e poi c'è Franco De Bellis a dire che per lui il mondo è colorato di rosa da quando ha incontrato l'amore ("È perchè ti amo"); e Marisa Terzi ("Cosa farei per te") si spinge al punto di affermare che, per il suo uomo, farebbe qualsiasi cosa.
In ribasso invece le azioni di un altro tema tradizionale della canzone: la gelosia non è più di moda, sembrerebbe, se è vero che ad essa si ispirano soltanto tre dei motivi in concorso.    "Quando parto per il mare", cantata da Milva, diventerà probabilmente l'inno ufficiale delle mogli in vacanza, preoccupatissime di come il consorte rimasto in città occuperà le sue serate: farà veramente soltanto qualche "pokerino" con gli amici?   Gelosia balneare invece, in "Con te sulla spiaggia": Nico Fidenco rinuncia alle ferie, pur di non essere costretto a sopportare gli sguardi d'ammirazione di cui la sua ragazza è fatta oggetto.   E infine, in "Quando sono in compagnia", la gelosia minaccia addirittura un'amicizia: Tony Dallara invita un amico non meglio identificato a lasciar stare la sua bella, altrimenti finirà a pugni. [...]

P. Giorgio Martellini
"Scegliamo la canzone per le vacanze" - Radiocorriere TV, 31 maggio-6 giugno)

Concorso radiofonico "UN DISCO PER L'ESTATE"



In tema di vacanze, non siamo improvvisatori.   Ci si comincia a pensare a dicembre, consultando dépliants e carte geografiche, facendo tesoro delle esperienze degli anni precedenti, vagliando con cura minuziosa i pregi e i difetti di questa o quella spiaggia, questo o quel paesino di montagna.   Quando arriva il sole di giugno, è tutto pronto: ci saranno al massimo le solite discussioni fra marito e moglie in merito alla capienza delle valigie ("Ma che te ne farai, di tutti quei vestiti!"), i soliti problemi degli esami di riparazione per i ragazzini, ma tutto il resto è programmato, definito, fissato.   Il gusto dell'andare alla ventura è ormai prerogativa di pochi autostoppisti e non molti campeggiatori: e del resto, a prepararsele, così, fin dall'inverno, le vacanze sembrano un poco più lunghe, par quasi di godersele due volte.
Tutto pronto, dunque.   Proprio tutto?   Non è la consueta domanda della moglie previdente che vuol portarsi il maglione a Ostia per paura del maltempo, o del marito pignolo che non parte se non ha in tasca l'orario ferroviario: forse, qualcosa l'abbiamo dimenticata davvero.   Al film delle vacanze manca ancora la colonna sonora.   Abbiamo previsto tutto, ma non la musica che ascolteremo, le canzoni che ci seguiranno sulle spiagge, nei "dancing", nelle "hall" degli alberghi, che ci terranno compagnia e che, quando tornerà l'inverno, ripetute da un disco, rievocheranno per noi l'atmosfera dei mesi del sole. 
Proprio come si sceglie il luogo (mare o montagna, scogli o spiaggia, collina o laghi) e il tempo (giugno per gli amici della solitudine, il luglio per le famiglie numerose, l'agosto per chi ama la mondanità), quest'anno ci si può scegliere la canzone o le canzoni per le vacanze.   "Un disco per l'estate", la manifestazione radiofonica e televisiva indetta dalla RAI in collaborazione con le Case discografiche, è nata proprio per questo: per invitare il pubblico della canzone a scegliere, fra 42 motivi in gara, quelli che faranno da "leitmotiv" al grande spettacolo estivo.   Ma, come s'è prenotato per tempo l'albergo, bisogna pensare per tempo anche alle canzoni. [...]

P. Giorgio Martellini
"Scegliamo la canzone per le vacanze" - (Radiocorriere TV, 31 maggio-6 giugno)

mercoledì 18 aprile 2012

FRANCK POURCEL - NON HO L'ETÀ/UNA LACRIMA SUL VISO



[...] le due canzoni che quest'anno hanno raccolto i piu' vasti consensi fra il pubblico, hanno fornito materiale per due ennesimi pezzi di bravura del direttore d'orchestra francese.   I due pezzi,  ci vengono restituiti sottolineati in ogni loro sfumatura e arricchiti da un'orchestrazione indovinata [...]

Hi.Fi.
("Radiocorriere TV" - 22-28 novembre 1964)





lato a)
  • Non ho l'età per amarti (nisa-panzeri)

lato b)
  • Una lacrima sul viso (pattacini-rapetti)



cover (LA VOCE DEL PADRONE - 7MQ 1892)
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LA VOCE DEL PADRONE  - 7MQ 1892
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giovedì 22 marzo 2012

STASERA CANZONI



[...] Si è visto che la figura del cantante presentatore ha conquistato ormai le simpatie del pubblico.   C'erano stati casi di grandi vedettes internazionali come Perry Como e Caterina Valente.   Un altro esperimento l'aveva fatto Teddy Reno, che anzi ha cominciato proprio alla televisione la sua attività di "scopritore di talenti".   E poi il sistema s'è quasi generalizzato: Johnny 7 aveva Johnny Dorelli come cnatante-presentatore, Canzoniere minimo aveva Giorgio Gaber, il cantatutto aveva addirittura un terzetto di "padroni di casa" formato da Milva, Claudio Villa e Nicola Arigliano.
Al pubblico, tutto questo è piaciuto.   Per Stasera canzoni si è pensato allora di affidare ai cantanti (che cambieranno ogni volta) il compito delle presentazioni, diciamo così, reciproche.   Per esempio, il cantante A annuncia la canzone del cantante B.   A sua volta, il cantante B annuncia la canzone del cantante A.   Successivamente A e B presentano il cantante C.   Quest'ultimo fa gli annunci delle canzoni degli altri due, e così di seguito, fino all'introduzione dell'ospite. [...]

s.g.b.
(Radiocorriere TV - 29 marzo-4 aprile)



programma di musica leggera: dal 3 aprile (secondo programma)
testi: Ada Vinti
orchestra: Giampiero Boneschi
Regia: Lino Procacci



  1. (3 aprile)
    con: Betty Curtis, Johnny Dorelli, Gianni Meccia
    ospite: Marie Laforet
    -
  2. (10 aprile)
    con: Bruno Lauzi, Ernesto Bonino, Bruno Martino, Diana Della Rosa
    ospite: Trini Lopez
    -
  3. (17 aprile)
    con: Jula De Palma, John Foster, i Flippers, Franco Nico
    ospite: Fraternity Brothers
    -
  4. (24 aprile)
    con: Edoardo Vianello, Wilma De Angelis, Donatella Moretti, Federico Monti Arduini, Luciano Rondinella

domenica 18 marzo 2012

La lotta di liberazione vent'anni dopo



Vent'anni durò il fascismo e pareva un'età interminabile, di una lentezza mortale: da vent'anni viviamo in regime di democrazia e il tempo ci è sembrato un baleno.   Perchè questo?   È facile dirlo: perchè la libertà, il progresso camminano rapidi, suscitano impulsi vitali, e il tempo della dittatura (ogni storia lo sa) è stagnante.   E tuttavia proprio questa bruciante rapidità dell'ultimo ventennio ha raccorciato le distanze, non ci ha permesso di dimenticare. [...]
Noi viviamo un periodo nuovo della nostra storia e questo periodo comincia allora, comincia, dobbiamo così definirlo, dallo zero del settembre '43, allorchè tutto il passato recentissimo e più remoto crollò nel buio di un abisso, tutti gl'istituti andarono in crisi (addirittura in dissoluzione) e il popolo rinato con una nuova coscienza, riscattato dal suo dolore, prese in pugno da solo il proprio destino, come scrisse con profonda verità epigrafica Luigi Salvatorelli nella nuova conclusione del suo classico libro "Pensiero e azione del Risorgimento".   Si possono considerare gli eventi del '43-'45 da opposti angoli visuali, ma è difficile non concordare nel riconoscimento che in quei due anni maturò la nuova storia d'Italia. [...] 





IL CINEMA E LA RESISTENZA IN EUROPA
(cinque film sulla resistenza)

  • martedi, 31 marzo
    -
    Paisà  (Roberto Rossellini)
  • martedi, 7 aprile
    -
    Il generale Della Rovere (Roberto Rossellini)
  • martedi, 14 aprile
    -
    Operazione Apfelkern (René Clement)
  • martedi, 21 aprile
    -
    Giulietta, Romeo e le tenebre (Jiri Weiss)
  • martedi, 28 aprile
    -
    I dannati di Varsavia (Andreij Wajda)
 

venerdì 16 marzo 2012

RADIOCORRIERE TV (aprile)


Dedichiamo la nostra copertina di questa settimana a due personalità di spicco nel mondo dell'arte: Edoardo De Filippo e Gregorio Sciltian. L'attore è stato ritratto, con felicissima ispirazione, dal pittore.


Giulia Lazzarini, Gastone Moschin e Roberto Bisacco, rispettivamente nelle parti di Jean Valjean, Fantina e Mario, sono fra gli interpreti principali de I miserabili, il nuovo romanzo sceneggiato in onda da questa settimana alla TV.


Dopo la vittoria al Gran Premio dell'Eurovisione, Gigliola Cinquetti è diventata un "personaggio" della musica leggera: si moltiplicano per lei gli impegni, le "tournées", le richieste dall'Italia e dall'estero.


Yves Montand, il popolare attore e cantante francese, è tra gli interpreti dei "Canti della Resistenza europea", in onda questa settimana alla radio sul Programma Nazionale. La trasmissione rientra nel quadro delle celebrazioni per il Ventennale della Resistenza.


Entrata nel mondo dello spettacolo come attrice - era la protagonista di un film che si fece notare qualche anno fa a Venezia, "La ragazza dagli occhi d'oro" - Marie Laforet ha tentato recentemente, e con successo, la strada della canzone: due suoi dischi sono entrati anche in Italia nelle classifiche dei "best seller".

mercoledì 14 marzo 2012

VANNA BROSIO - COME MIO PADRE/SULLA SPIAGGIA NON SI PUÒ



 
Vanna Brosio (debuttante), una ragazza torinese di 21 anni, che il pubblico televisivo già conosce perchè ha preso parte ad alcune puntate della "Fiera dei sogni" e di "33 giri".   Vanna Brosio ha una voce degna di nota per la sua originalità e per la ricchezza dei toni, mentre una delle due canzoni da lei incise, Come mio padre, è particolarmente interessante anche per gli ottimi arrangiamenti.   Se il suo repertorio sarà sempre studiato con attenzione come s'è fatto ora, è facile predire alla cantante una rapida carriera.
 
Hi.Fi.
("Radiocorriere TV" - 12-18 luglio 1964)
 
 
 
 
 
 
lato a)
  • Come mio padre (massara-paporisz-mogol)

lato b)
  • Sulla spiaggia non si può (massara-mogol)


 
 
cover (LA VOCE DEL PADRONE - 7MQ 1884)
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LA VOCE DEL PADRONE - 7MQ 1884
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domenica 12 febbraio 2012

Jazz in Europa (2 marzo - secondo programma, ore 22,30)








Alexis Korner and his Blues Incorporated Orchestra

testi: S.G. Biamonte, R. d'Intino
presenta: Nicoletta Orsomando
regia: Walter Mastrangelo











Questa settimana in Jazz in Europa sarà di scena un gruppetto di musicisti inglesi guidati dal chitarrista Alexis Korner, noto agli appassionati anche come scrittore e studioso autorevole del folklore negro-americano.   A qualcuno potrà sembrare strano che "il fuoco" del jazz sia penetrato negli animi tradizionalmente compassati degli inglesi, ma è un fatto che questa musica è popolarissima in Inghilterra, come forse in nessun altro paese d'Europa.   C'è per esempio un certo tipo di jazz, chiamato "trad" (cioè un jazz tradizionale un pò meno serio e più spettacolare) che fa concorrenza alle canzoni.   I musicisti che lo suonano (Chris Barber, Kenny Ball, Acker Bilk, ecc) sono diventati famosi con le loro giacche a righe, i gilè a quadrettoni e le bombette.   Altro sottoprodotto del jazz molto popolare in Inghilterra è lo "skiffle", una musica fragorosa e pasticciona, suonata con vecchie pentole, imbuti, assi da bucato, bidoni per la spazzatura e altri strumenti "fatti in casa".
Ma c'è anche, si capisce, il jazz genuino, quello con tutte le carte in regola: il jazz dei Ted Heath, dei Johnny Dankworth, degli Humphrey Lyttleton, dei George Shearing, ecc.    E ci sono solisti come Tubby Hayes e Victor Feldman, che hanno una quotazione internazionale pari a quella di molte vedettes statunitensi.
Alexis Korner fa parte, appunto, della schiera dei musicisti inglesi più preparati.   Autore di scritti molto interessanti, è stato amico e allievo del celebre cantante di blues Big Bill Broonzy, ed è un chitarrista e mandolinista di valore.   Nella trasmissione di questa settimana, suonerà con i sassofonisti Hekstal Smith e Arthur Themen, il pianista John Parker, il contrabbassista Michael Scott e il batterista Phil Zeamen.   Sarà della partita anche il cantante americano Ronnie Jones.  
Il repertorio, che comprende temi inglesi e americani, verrà proposto dal complesso di Alexis Korner in uno stile ispirato più o meno liberamente a quello dei gruppi guidati dal Ray Charles prima maniera.

s.g. biamonte
(radiocorriere Tv - 1-7 marzo 1964)
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[...] sono uno studente universitario, appassionato di jazz da circa sei anni e ho fatto parte di quella schiera di fortunati mortali che il giorno tre marzo, hanno potuto godersi alla televisione l'esibizione del complesso di Alexis Korner, presentato come uno dei più seri jazzisti britannici.   Sorvolo sulle solite domande, solitamente stupide, che vennero rivolte al multi forme Alexis e che culminarono con la perla: "In Inghilterra piace il blues?".
È piuttosto sui musicisti che vorrei soffermarmi, Korner entrò vestito da buffone, credendo forse che gli spettatori non avrebbero capito ciò che era: i suoi compagni non erano da meno: il sassofonista, poverino, sembrava tanto un bambino caduto dal seggiolone col cucchiaino in bocca; il contrabbassista solitamente non si sentiva, in compenso però suonava anche male.   Il batterista era un caso a se stante: aveva litigato col suo tamburo ed era giusto perciò che si sfogasse a martellate.   Il cantante, di cui non ricordo il nome (imperdonabile dimenticanza!) ricordava molto Conway Twitty, con la differenza che aveva meno voce.   Lì per lì, sentendo questo complesso, mi venne il dubbio che ciò che stavo ascoltando fosse un jazz all'acqua di rose (amorevole eufemismo), dubbio però che venne fugato con l'esecuzione dell'ultimo pezzo: un chiaro originale, autentico rock and roll.   Lo sfarfallante Korner, stando a quanto disse la presentatrice, è stato allievo, niente meno, di Big Bill Broonzy: se le cose stanno così, bisognerà diminuire il valore del contributo che Big Bill diede al jazz.
Ora, mi chiedo come sia possibile mettere in onda una trasmissione simile.   Non si poteva trovare niente di meglio? [...] Non stupiamoci poi se il jazz conta pochi appassionati (parlo di quelli veri, non di quelli che affermano il loro valore per questa musica, perchè dire così fa molto "chic", anche se poi mi rispondono che Duke Ellington, ora non ricordano bene, forse suona la tromba, come purtroppo, mi sono sentito dire). [...]
Franco C. (torino)
 
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La televisione, lo dico per scienza diretta, ha una terribile paura del jazz: ne è affascinata, lo teme, lo sopporta, vorrebbe propinarlo in dosi e forme edulcorate, mescolandolo anche a esibizioni di artisti quasi-pseudo-circa jazzistici e finisce talora, quando non si limita a semplici "filmati" di complessi, per presentarlo con imbarazzo, quasi scusandosi, a mezzo delle sue graziose annunciatrici, del disturbo che recherà ai non coimpetenti di jazz [..]

Testoni (direttore)
("Musica Jazz" - Lettere al direttore, luglio 1964)



venerdì 10 febbraio 2012

Il gergo dei giovani (dalla rubrica radiofonica)

CASA NOSTRA : circolo dei genitori - Progr. Nazionale, domenica 9 febbraio, ore 11,25





Sul gergo dei giovani d'oggi sono stati scritti numerosi articoli. Sovente la gioventù si esprime con frasi incomprensibili per gli adulti, frasi in apparenza astruse, ma che, quando sono esaminate bene nei termini che le compongono, risultano la felice sintesi di un elaborato pensiero. Gli adulti spesso sono irritati da questo Gergo dei giovani, perché ritengono che i ragazzi, usando questo linguaggio scarno, disimparino la lingua e limitino le loro capacità di espressione. Si irritano soprattutto perché i loro genitori, gli adulti, si sentono esclusi da questa specie di setta iniziatica giovanile che parla una lingua “a chiave” che pone quindi i figli al riparo dalle osservazioni dei genitori stessi.
Non è una novità che i giovani abbiano un loro gergo. D’altra parte, è interessante esaminarlo, questo modo comune di esprimersi di gruppi di ragazzi e ragazze, perché presenta degli aspetti idonei ad illuminare la psicologia giovanile più di altri fenomeni che oggi pure vengono studiati.
Sull’argomento “il gergo dei giovani” abbiamo ascoltato giovani dai 15 ai 18 anni, studenti, impiegati e operai.
Il moderatore dell’incontro, prof. Dino Origlia, docente di Psicologia dell’età evolutiva e Pedagogia all’Università statale di Milano.

Prof. Origlia:
“Approvate che i giovani abbiano un loro gergo o ritenete che a volte esso presenti aspetti sgradevoli?”
Studentessa sedicenne:
“Io trovo che il gergo dei giovani non ha aspetti propriamente sgradevoli; però io non lo approvo, perché il più delle volte si limita ad esprimere frasi piuttosto piccanti che, in bocca a una ragazza, secondo me, non stanno bene.”
Studentessa liceo linguistico:
“Anche io ho sedici anni, ma la penso in modo diverso. Il gergo dei giovani è qualcosa davvero di individuale, di personale, e anche una ragazza può usarlo senza abbandonarsi necessariamente a frasi piccanti. Noi in classe siamo tutte ragazze e usiamo il gergo per non far capire agli altri quello di cui stiamo parlando.”
Studentessa diciassettenne:
“Capita che molti ragazzi usino il gergo non per snobismo come tutti credono, ma per una forma di timidezza. Una frase in apparenza cinica serve a nascondere la propria timidezza non solo agli occhi degli adulti, ma anche agli occhi degli altri giovani.”

Prof. Origlia:
“Potete darmi qualche esempio di gergo”.
Prima studentessa:
“Di una ragazza molto carina si dice che “è uno schianto”. Se una cosa va male, si dice che è “una frana”. “Frana” può essere il compito in classe andato male quanto un ragazzo carino che si vede la mattina sul tram. “Frana”, insomma, è tutto ciò che provoca uno sconvolgimento”.

Prof. Origlia:
“Frequentissimo infatti è l’uso di frasi iperboliche, tipo “Mi piace da morire”, “da matti”, “da infarto”, “al 150%”. Questo linguaggio che agli adulti sembra senza pudore, in fondo è un modo di nascondere i sentimenti con un gergo. Ci è stato detto poco fa, infatti, che il gergo nasconde un fondo di timidezza, di pudore dei sentimenti”.
Prof.ssa Angiola Colasanti:
Io ho fatto una piccola inchiesta fra le mie scolare, tutte dai 15 ai 18 anni, e mi risulta che il gergo è usato soprattutto verso i 15-16 anni.    A 18 anni lo si abbandona e viene giudicato un modo piuttosto infantile di esprimersi. Dall'inchiesta è risultato, per esempio, che in una classe di 30 ragazze soltanto 8 o 10 usano abitualmente un gergo; le altre lo usano di tanto in tanto. Ho notato con interesse che le mie scolare creano associazioni strane: formano frasi di gergo applicando alla vita reale nomi propri o aggettivi o nozioni imparate a scuola. In fondo, hanno bisogno di variare l'atmosfera un po' monotona della scuola proprio nell'ambito della scuola stessa, divertendosi in maniera scherzosa, modificando i significati di certe parole, facendo associazioni di vocaboli estrose e interessanti. Per esempio, per dire che uno è analfabeta, dicono “è un Carlo Magno”, perché hanno saputo che Carlo Magno non sapeva scrivere. Oppure, con immagine davvero felice, chiamano “Caronte” l'autobus dei pendolari, di quelli che ogni giorno vengono a lavorare in città. A volte, prendono in giro noi insegnanti, il nostro modo di esprimerci, gli atteggiamenti che assumiamo in classe; ma questo, in fondo, è un modo, sia pure ingenuo, di esprimere interesse per quello che noi diciamo. A me, come insegnante, non dispiace. Naturalmente, presenta degli aspetti negativi: l'uso del gergo può impoverire il linguaggio perché i giovani ricorrono sempre a moduli fissi, a frasi stereotipate; molti insegnanti di lettere sostengono che da qualche anno a questa parte i ragazzi nei componimenti in classe si esprimono con minore ricchezza di vocaboli e infiorano i temi di frasi fisse che, naturalmente impoveriscono il linguaggio. Questo è un lato della medaglia; però c'è anche il rovescio. Di positivo c'è il gusto dell'associazione a volte divertente, estrosa, quasi il gusto dell'irreale, la tendenza a trovare una situazione concreta servendosi di parole. Certo, se i ragazzi usano tutto il giorno il gergo, non sanno esprimersi altro che con il loro gergo, non sanno esprimere degli autentici sentimenti o dei concetti, c'è di che preoccuparsi; ma finché l'uso del gergo resta nei limiti di uno dei tanti aspetti della loro vita, è soltanto un “loro” modo di esprimersi, la cosa non deve preoccupare, anzi è interessante e positiva.”


Prof. Origlia:
“Cosa pensate di quei genitori che, per adeguarsi ai figli cercano di usare qualche voltra il loro gergo?”
Uno studente:
“Io penso che i genitori imitano i giovani per il desiderio di rimanere più vicini a loro. Ma è un avvicinamento solo esteriore.”
Una studentessa sedicenne:
“Sono ridicoli, ma anche un po' patetici. Soprattutto le persone che non vogliono arrendersi all'età cercano di mettersi sul piano dei figli."
Un ragazzo quindicenne:
“ A me pare che se i genitori delle volte usano il gergo dei giovani, fanno bene. Non fanno altro che adattarsi al nostro modo di parlare e forse così si sentono più giovani.”
Studentessa diciassettenne:
“In casa mia non è mai capitato, ma se dovesse succedere non riderei, anzi proverei un senso di tenerezza, penserei che un giorno dovrò diventar vecchia anch'io e forse mi comporterei nello stesso modo.”

conclusione del Prof. Origlia:
“Il gergo dei giovani è innocuo. Può essere forse un po' pericoloso sul piano intellettuale, se viene usato come unica lingua; ma altrimenti, va considerato nei giovani come elemento di estrosità, di immaginazione e di quel poco di esibizionismo che fa parte della natura umana.”

dalla rubrica radiofonica di Luciana Della Seta

mercoledì 25 gennaio 2012

RADIOCORRIERE TV (marzo)


Da questa settimana va in onda una nuova serie intitolata Gli antichi imperi del sole; dedicata cioè alle misteriose e splendide civiltà fiorite in Messico e nell'America Centro-meridionale prima della conquista spagnola.



Paolo VI ha ricevuto in udienza particolare, nella Sala Clementina in Vaticano, dirigenti, giornalisti e tecnici della RAI, a ricordo del servizio svolto dala Radiotelevisione italiana in Terra Santa per il Pellegrinaggio del Pontefice.   In tale occasione, Paolo VI ha donato alla RAI un suo ritratto con autografo.


Gloria Davy, la cantante statunitense che ha raggiunto in Italia una notevole popolarità , è fra gli interpreti principali del melodramma Ascesa e caduta della città di Mahagonny di Kurt Weill e Bertold Brecht, messo in scena alla "Piccola Scala" di Milano


La copertina di questa settimana è dedicata alla Pasqua.   Vi è riprodotta la parte centrale di un polittico del pittore trecentesco Cecco di Pietro che raffigura la Deposizione dalla Croce; ai lati del Cristo e della Vergine sono Santa Caterina d'Alessandria e Santa Maria Maddalena.   Il dipinto è conservato nel Museo Nazionale di San Matteo a Pisa.

mercoledì 18 gennaio 2012

(1963) Sesta edizione dello Zecchino d'oro


Tre giorni d'assalto canoro, mille bambini ascoltati, chili di caramelle distribuiti, lacrime asciugate, madri calmate e consolate: la giuria esausta tirò le somme: finalmente la scelta dei partecipanti allo Zecchino d'oro era fatta. [...]
La Festa dello Zecchino d'oro si tiene ogni anno a marzo. E appena è finita cominciano già ad arrivare le iscrizioni per l'anno dopo. Suppliche, raccomandazioni, preghiere. "Mi raccomando, prenda il mio Pierino, è meglio di Celentano". "Vedesse la mia Mariuccia come sa imitare la Rita Pavone!". "Mi perdoni se torno a parlare di Adele, ma per la piccina, che ora ha sei anni, mio marito ed io sogniamo un destino di cantante".
Le lettere arrivano a carrettate, alternate alle telefonate, ai tentativi di approccio fatti di persona, o avvicinando i parenti degli organizzatori, magari sul portone di casa.
"E gli argomenti portati sono sempre controproducenti", mi dice Cino Tortorella. "Celentano, Rita Pavone; non ne vogliamo sapere. Noi cerchiamo dei bambini spontanei e simpatici sì, ma che si comportino da bambini, cantando canzoni da bambini, e non scimmiottando l'esteriorità più deteriore dello spettacolo per adulti. Non abbiamo fatto nessuna pubblicità a queste selezioni, eppure si sono presentati più di mille bambini, giunti anche da lontano. E nonostante una nostra lettera inviata a tutti coloro che chiedevano di essere iscritti, e nella quale spiegavamo ancora una volta come allo Zecchino d'oro si partecipi non per far soldi o per avere successo, i più non se ne diedero per inteso".
Ecco dunque un migliaio di bambini alla prova del microfono. [...] Cinque su dieci che fanno gli urlatori, con mossette copiate ai divi del rock, del twist, della bossa nova. Una percentuale altissima di specializzati in imitazioni di Rita Pavone e di Celentano. Sono stati i più sfortunati. Allo Zecchino d'oro certe mossette accattivanti, tutto l'orpello dello spettacolo viene bandito. Si cercano bambini veri, e non fantocci buffoneschi impegnati in una insulsa parodia del mondo dei grandi o di adolescenti già entrati a far parte dei miti nazionali.
Ci sono i bambini inguaribilmente stonati e quelli paurosamente timidi. Ci sono quelli stanchi per il viaggio e quelli che di cantare non ne vogliono sapere, e se ne vanno soddisfatti dopo aver resistito a tutte le lusinghe di caramelle e cioccolatini. Davanti al microfono non hanno aperto bocca. [...]
L'età dei candidati va dai tre anni ai dodici anni. A scelta fatta, si vede che la bambina maggiore ha dieci anni, si sono dovuti abbassare i limiti di età, un pò perchè Sanremo sta diventando per conto suo un festival di minorenni, un pò perchè i ragazzi, grazie allo sport, alle vitamine, alle migliori condizioni di vita, crescono più in fretta. Tanto che a Bologna si sono visti ragazzi che parevano pronti per il servizio militare e ragazze che avevan tutta l'aria di essere da marito, e che invece giravano con l'atto di nascita in tasca che dimostravano come non avessero più di undici, dodici anni. Si è dovuto scartarli lo stesso, perchè anche se l'età anagrafica entrava nei limiti del concorso, l'aspetto esteriore non aveva più niente di infantile, e sarebbe stato difficile convincere poi i telespettatori che di bambini si trattava.
Gonnelline a pieghe, riccioloni, treccioline, fiocchi: le bambine sono in schiacciante maggioranza. Ce n'è almeno quattro per ogni maschietto. "Quando finalmente ci capitava di sentire un maschietto, era una cosa così rara ed eccezionale, che ci sembrava subito più bravo", dice Tortorella.
[...]

Erika Lore Kaufmann



sabato 7 gennaio 2012

LA COMARE (piccole conferenze dialogate di una donna sull'uomo e naturalmente di un uomo sulla donna)

La soubrette avrà come antagonista Arnoldo Foà.
In ogni puntata un allegro bisticcio su pregi e difetti di uomini e donne





Per un certo tempo, aveva prevalso in Italia, e non solo qui da noi, il gusto dei varietà chiassosi, movimentati: lo spettacolo con Renata Mauro e Arnoldo Foà è all'opposto di quelle tendenze: ha un carattere intimo, un gioco ristretto, se vogliamo, quasi da salotto-bene, [...]
Oltre al titolo, il nuovo spettacolo televisivo ha anche un sottotitolo che illumina sul contenuto [...]:
"Piccole conferenze dialogate di una donna sull'uomo e naturalmente di un uomo sulla donna".
La donna ovviamente è Renata Mauro; l'uomo Arnoldo Foà.   Una coppia davvero ben assortita.   La Mauro irruente, estroversa, senza peli sulla lingua per dirla con parole povere, forse, appunto un pochino comare; lui, Foà, diplomatico e raffinato, un chiaro esponente dell'intelligenza teatrale della capitale, impegnato naturalmete fin nella punta dei capelli.   Insomma, l'una agli antipodi dell'altro. [...]   Loro nello spettacolo non sono compagni, ma due tenaci antagonisti, e, a quanto pare, litigheranno dall'inizio alla fine, senza esclusione di colpi. [...]
Attorno alla donna è nata una selva di luoghi comuni: le donne sono pettegole per natura, le donne sono meno intelligenti degli uomini, le donne sono esseri debolucci e indifesi; le donne sono maniache della moda e via di seguito.   Renata Mauro analizza ad una ad una queste "tare" e conclude che sono soltanto volgari etichette che l'uomo, per suo proprio comodo, ha appiccicato addosso alle sue compagne.   Foà naturalemte si oppone: il suo scopo è di dimostrare il valore oggettivo di queste definizioni. [...]
La "lotta" coinvolge una fitta schiera di personaggi.   In primo luogo Emilio Pericoli e Luigi Tenco, [...] due tipi che van d'accordo come l'olio e l'aceto.   Pericoli, bello, placido e tranquillo; Tenco irrequieto e insoddisfatto sempre alla ricerca di qualcosa che non troverà mai, anche perchè lui stesso ignora di che si tratta. [...]
Altro personaggio fisso: Alida Chelli.   In ogni puntata reciterà uno sketch, assieme a Foà o a Tenco oppure a tutti e due.   Sempre sulla scia dell'argomento trattato.   Perchè ognuna delle otto trasmissioni ha un titolo, un tema attorno a cui ruoterà l'intero spettacolo. [...]

Giuseppe Lugato
(Radiocorriere TV - 16-22 febbraio)



varietà musicale: dal 16 febbraio (secondo programma)
presenta: Renata Mauro, Arnoldo Foà
con: Emilio Pericoli, Luigi Tenco, Alida Chelli
testi: Leone Mancini
orchestra: Pino Calvi
coreografie: Mady Obolensky
Regia: Stefano De Stefani



  1. Gli eroi: da Ulisse al cow-boy (16 febbraio)
    ospiti- Sergio Endrigo, Anthony Quinn
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  2. Parliamo della moda (23 febbraio)
    ospiti- Giorgio Gaber, Walner Bentivegna
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  3. I giornali femminili (1 marzo)
    ospiti- Edorado Vianello, Valentina Fortunato, Sergio Fantoni
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  4. Gli hobby e gli handicap (8 marzo)
    ospiti- Pino Donaggio, Vittorio Gassman
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  5. La vita sociale (15 marzo)
    ospiti- Nico Fidenco, Thomas Millian
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  6. La vita familiare (22 marzo)
    ospiti- Gianni Meccia, Sandra Milo
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  7. L'arte (29 marzo)
    ospiti- Domenico Modugno, Eduardo De Filippo
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  8. L'amore (5 aprile)
    ospiti- Paul Anka, Ave Ninchi, Rossano Brazzi