domenica 4 dicembre 2011

... E UN PÒ PER NOSTALGIA (spettacolo musicale)




spettacolo musicale: dal 22 gennaio (programma nazionale)
-canzoni da cortile (22 gennaio)
-canzoni del tabarin (5 febbraio)
presenta: Milva
con: Nino Besozzi, Carlo Campanini
testi: Maurizio Corgnati, Giorgio Calabrese
orchestra: Gino Negri
scenografia: Maurizio Corgnati, Giorgio Calabrese
Regia: Maurizio Corgnati


   È tempo di revival, per la musica leggera.   Una per volta, rivestite a nuovo dalla bravura degli arrangiatori e dai mille trucchi delle sale d'incisione, ritornano nei juke-boxes e nella discoteca di famiglia le canzoni degli anni '20, '30, '40.
   Chi ha cominciato?   Difficile dirlo.   Forse Connie Francis con Chitarra romana, con La paloma, con il Tango della gelosia; o Elvis Presley con O sole mio e Torna a Surriento.   Da noi, c'è stata la carrellata televisiva di Renata Mauro ed Emilio Pericoli, in Studio Uno; c'è l'Henry Wright di Abatjour e di Voglio amarti così.   È di moda, questa specie di "archeologia" della canzone.   Non perchè manchino le idee per melodie e argomenti nuovi, anzi: la musica dei giovani c'è, e si fa sentire.
   Un pò per nostalgia, ecco: padri e zie in vena di ricordi - "eh, ai miei tempi..." - han creato il mito della belle èpoque, come di una stagione favolosa e spensierata, un tempo in cui ci si sapeva divertire, e si sapeva anche soffrire.
Di quel mito, i più giovani avvertono forse il fascino: e d'altro canto c'è in loro la curiosità per quei titoli, quei motivi così "diversi", che per loro finiscono per essere del tutto "nuovi".   È c'è un poco di divertita sufficienza nei confronti di quei padri, di quelle zie che si struggevano al ritmo del Tango delle capinere.   Insomma, ci son motivi validi perchè il fenomeno duri, anzi, si estenda, conquistando alla causa del revival i nomi che vanno per la maggiore. [...]

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mercoledì 30 novembre 2011

humour - da SETTIMANA RADIO

ANNA MOFFO SHOW (spettacolo musicale)




spettattacolo musicale: dal 18 gennaio (programma nazionale)
presenta: Anna Moffo
con: Cesco Baseggio, Peter Nero, Bruno Lanzarini, Fernando Lidonni
ospite: Carlos Montoya
testi: Francesco Luzi, Mario Lanfranchi
orchestra: Billy Smith
coreografie: Gino Landi
scene: Giorgio Aragno
Regia: Mario Lanfranchi


   "L'Anna Moffo Show?   È un affresco dei talenti della sua protagonista".    Sono parole di Mario Lanfranchi che di questo spettacolo è il regista, l'autore, assieme a Francesco Luzi ed è, soprattutto, il marito di Anna Moffo.   Una definizione semplicistica, se vogliamo, ma indicativa.   Sta tutto in quel plurale, "talenti".      Anna Moffo non è solo una cantante di talento, è una donna di talenti: svariati, molteplici talenti.   Certo, deve la sua popolarità alla lirica; in questo campo nel breve spazio di due anni ha conquistato una posizione di primo piano, oggi è contesa dagli impresari dei maggiori teatri del mondo, dallo Statsopeer al Metropolitan.   Ma chiamarla cantante lirica e basta non è giusto: Anna Moffo è anche cantante leggera, compositrice di motivi melodici, attrice, presentatrice.
   L'Anna Moffo Show di tutto questo fornisce la prova.   "Niente formula e niente filo conduttore - precisa ancora Lanfranchi -.   Volendolo per forza catalogare, lo definirei uno spettacolo a blocchi.   Di ciascun blocco Anna Moffo è la protagonista; non solo, con battute, scenette, gag li collega anche l'uno all'altro".
   In ogni trasmissione i blocchi sono quattro: musica operistica, musica leggera, spiritual e commedia musicale.   Il tutto presentato, però, nel modo caratteristico di uno spettacolo leggero, di rivista.  [...]

 
(Radiocorriere TV - 12-18 gennaio)

 

lunedì 28 novembre 2011

MICHELE - MICHELE



Quando, nel novembre del 1962, il producer Nanni Ricordi presentò, prima alla stampa e poi al pubblico, la prima incisione discografica di Michele, con le canzoni Ma se tu vorrai e Piango, ben pochi, nonostante fossero rimasti favorevolmente impressionati dalla personalità del nuovo cantante, avrebbero immaginato che di lì a pochi mesi Michele si sarebbe trovato prima a contendere e poi a dividere la popolarità ed il successo con i più celebri big della musica leggera italiana.   L'affermazione di Michele ebbe inizio nell'estate del 1963, con la sua partecipazione, nel girone "B" riservato agli esordienti, al Cantagiro, la manifestazione canora a tappe attraverso l'Italia organizzata da Ezio Radaelli.   Nel corso del Cantagiro Michele si aggiudicò, con largo margine di voti, tutte le vittorie di "tappa" e quindi, a Fiuggi, stravinse la "finalissima".   Con il Cantagiro ebbe anche inizio per Michele la sua collaborazione con la RCA, avendo Nanni Ricordi, infatti, legato con un contratto il suo pupillo alla grande casa discografica italiana.
   Il primo disco di Michele, edito dalla RCA, con le canzoni Se mi vuoi lasciare e Cosa vuoi da me, ebbe un successo superiore ad ogni ottimistica previsione, conquistando il primo posto nelle classifiche di vendita discografica e mantenendolo per circa tre mesi.
   Questo successo immediato e totale, che in Italia ha ben pochi precedenti, ha indotto la RCA a pubblicare questo long-playing, contenente, oltre alle quattro canzoni già incise da Michele, una serie di nuove canzoni, tra le quali Ridi e Ma neanche per idea, che permetteranno alla schiera di fans del giovane cantante di scoprire ed apprezzare la duttilità interpretativa del loro beniamino.
   Il "fenomeno" Michele, che di fenomeno indiscutibilmente si tratta, è un personaggio nuovo della canzone, diverso dall'abituale clichè del giovane "arrabbiato" stravagante e anticonformista divenuto una prerogativa dell'ultima generazione.   Michele, infatti, è un ragazzo tranquillo, modesto, timido e riservato.   Il suo modo di vestire è sobrio, come contenuto è il suo modo di gestire, sia nel corso di una conversazione tra amici, sia durante l'interpretazione di una canzone.
   Michele Maisano, come nella realtà si chiama il cantante, appartiene ad una famiglia di tradizioni borghesi.   Suo padre, Francesco, è un ex pilota d'aviazione, attualmente proprietario di un'oreficeria a Genova Sestri, dove Michele abita fin dai primi mesi di vita dopo essere venuto alla luce, nel 1944, in un paesino dell'entroterra ligure, dove sua madre, Velia, una ex soprano, era sfollata per sfuggire ai rigori della guerra.
   Alla musica Michele giunse per gradi: la sua prima passione, esplosa all'età di undici anni, fu la pittura.   Di carattere solitario e di temperamento meditativo, Michele amava trascorrere i suoi momenti di libertà anzichè in rumorose compagnie di ragazzi, in qualche angolo nascosto della campagna dove poteva sfogare la sua passione imbrattando qualche tela.    Alla fine degli studi secondari Michele fu iscritto all'Istituto Nautico di Genova, dove il suo traguardo avrebbe dovuto essere il brevetto di capitano di lungo corso.   Ma quattro anni or sono Michele scoprì la musica attraverso alcuni suoi compagni di studi che lo invitarono ad aggregarsi, come cantante, al loro piccolo complesso musicale.   Il gioco da studenti si trasformò ben presto per Michele in qualche cosa di serio, e il ragazzo, avendo scoperto di possedere una voce naturalmente bene impostata, si preparò coscienziosamente per arrivare a quello che ormai era per lui il vero obiettivo: diventare un cantante.   Per tre anni Michele intrattenne con le sue canzoni i frequentatori di innumerevoli dancing della riviera ligure, finchè nell'estate del 1962 fu ascoltato, in un locale di Bogliasco, dal maestro Franco Reverberi, il quale da alcuni mesi stava setacciando tutta la Liguria alla ricerca di un giovane che possedesse un particolare tipo di voce, secondo le istruzioni ricevute da Nanni Ricordi.   La voce di Michele, una voce possente ma non  stridula e ricca di toni bassi, era quella che desiderava trovare Nanni Ricordi per iniziare la sua nuova attività di produttore, dopo essere stato il talent-scout al quale la musica leggera italiana deve la maggior parte degli attuali cantautori di successo.   Il resto è storia recente: Michele ormai è diventato quello che gli appassionati d'ippica chiamano un cavallo vincente.

Alessandro Berlendis
back cover del disco



Lato a)
  1. Se mi vuoi lasciare (leva-reverberi)
  2. No, non è vero (leva-reverberi)
  3. Piango (leva-reverberi)
  4. Ma se tu vorrai (reverberi-russo)
  5. Sei contenta (pallavicini-reverberi)
  6. Ma neanche per idea (leva-reverberi)


Lato b)
  1. Ridi (mogol-breedlove)
  2. Un'ora (leva-reverberi)
  3. Se proprio vuoi saperlo (leva-reverberi)
  4. Sì lo so (leva-reverberi)
  5. Nessuno potrà (leva-reverberi)
  6. Cosa vuoi da me (leva-reverberi)
Giampiero Reverberi, la sua orchestra e coro




cover (RCA ITALIANA - PML 10377)
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RCA ITALIANA - PML 10377
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pubblicità - FERRCO (Servocucina)


Ho fatto una scoperta entusiasmante: il SERVOCUCINA !




   Evviva!    Siamo libere da un'altra schiavitù: abbiamo finito, finalmente, di fare le "esperte in meccanica."   Il Servocucina e i suoi 7 elettrodomestici sono sempre pronti: invece di smontare, innestare, sostituire i pezzi per i differenti usi, con il Servocucina basta premere un bottone!
   Come è fatto e come si usa il Servocucina?   La spiegazione è semplicissima: su di un piatto rotondo (al quale darete un posto fisso sul ripiano della credenza o sul frigorifero a tavolo) sono montati diversi apparecchi: frullatore, macinacaffè, tritaghiaccio, grattugia, tritacarne, apriscatole e spremi agrumi.   Per usare uno di questi 7 apparecchi, basta premere il pulsante e far girare il piatto: ecco davanti a voi bell'e pronto, il frullatore o il tritacarne, il macinacaffè o la grattugia.... quello
insomma di cui avete bisogno al momento.   Non dovete più smontare niente!   È sempre pronto!
   Un altro vantaggio del Servocucina è la praticità di lavaggio: ogni gruppo può venire staccato con facilità e lavato senza noiosi "smontaggi" e "ricostruzioni". È di massima risorsa nelle piccole cucine: le sue dimensioni, infatti, consentono di tener raggruppati in un solo punto tutti quegli elettrodomestici che servono lì per lì.   E averli tutti pronti, a portata di mano, ce ne rende l'uso più immediato, più frequente.   Preparare "pranzetti speciali" sarà molto più divertente e facile, e tutti in famiglia applaudiranno voi e il Servocucina.
   Costruito in materiali robusti e resistenti - acciaio, alluminio, nylon e vetro pesante - è un apparecchio solido che, alla pari del frigorifero, arricchirà la vostra cucina per sempre.  [...]   Il suo prezzo è pienamente giustificato dalla durata dei materiali, dalla perfetta efficienza dei 7 elettrodomestici e dalla molteplicità e praticità delle sue prestazioni.    Apprezzatissimo nelle famiglie numerose, è l'ideale per le giovani coppie anche perchè non richiede manutenzione.    Funziona sempre a meraviglia!  Il Servocucina è il regalo per la donna di casa, per gli sposi, per chi vuole essere "servito come si deve!".

Nucci Cima
Selezione dal Reader's Digest - giugno 1964